Consiglieri CGIE dell'Argentina, quasi tutto come previsto, ma non mancano i malumori

Tutti gli eletti sabato scorso all'assemblea nella Colombo, sono del MAIE. Mariano Gazzola, Marcelo Romanello e Gerardo Pinto, riconfermati per un nuovo periodo. I quattro nuovi eletti sono Juan Carlos Paglialunga, Rodolfo Borghese, Guillermo Rucci e Marcelo Carrara. Nessuno di Buenos Aires e nessuna donna. I primi non eletti. I malumori dentro e fuori al MAIE.

La comunità italiana in Argentina ha i suoi nuovi sette consiglieri in seno al Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, eletti sabato 26 settembre dall’assemblea che si è tenuta presso la Scuola Italiana Cristoforo Colombo. L’elezione ha confermato i consiglieri uscenti Mariano Gazzola, Marcelo Romanello e Gerardo Pinto, mentre andranno per la prima volta al CGIE, Juan Carlos Paglialunga, Guillermo Rucci, Rodolfo Borghese e Marcelo Carrara. Si tratta di sette esponenti del Movimento Associativo degli Italiani all’Estero che, in base ai risultati delle elezioni dei Comites del mese di aprile, aveva una schiacciante maggioranza in seno all’assemblea elettorale, che faceva prevedere questo risultato “monocolore”.  
La seduta si è svolta senza inconvenienti, alla presenza dell’ambasciatore d’Italia Teresa Castaldo, mentre l’addetto per gli Affari Sociali della sede diplomatica italiana, Martin Lorenzini, è stato l’incaricato di controllare le procedure previste per lo svolgimento dell’assemblea elettorale..
A presiederla è stato l’avv. Dario Signorini, presidente del Comites  di Buenos Aires, coadiuvato dal suo collega del Comites di Rosario dott. Franco Tirelli come vicepresidente; Maria Eugenia Serrano  del Comites di Lomas de Zamora ed Ezequiel Canepa  del Comites di Mendoza come segretari. 
All’assemblea hanno preso parte 206 elettori su 230 che erano abilitati, tra  159 consiglieri dei nove Comites dell’Argentina e rappresentanti di 71 associazioni italiane di tutto il Paese, designate dall’Ambasciata in base alle indicazioni dei consolati e del parere dei presidenti dei Comites.. I candidati iscritti sono stati 32.
Juan Carlos Paglialunga, consigliere del Comites di Bahía Blanca, è stato il candidato più votato con 112 voti. Paglialunga è coordinatore del MAIE in quella circoscrizione consolare. 111 voti ha ottenuto Mariano Gazzola, coordinatore nazionale del movimento presieduto da Ricardo Merlo, e consigliere del Comites di Rosario. Per Gazzola si tratta di una conferma, così come lo è anche per Marcelo Romanello, il terzo eletto, con 108 voti. Romanello è consigliere del Comites di Cuyo. Confermato consigliere al CGIE  anche Gerardo Pinto, di Lomas de Zamora, che ha ottenuto 107 voti.
Gli altri tre eletti sono, come Paglialunga, alla loro prima esperienza nel CGIE. Rodolfo Borghese, di Cordoba, ha ottenuto 106 voti; Guillermo Rucci, di La Plata è stato votato da 104 elettori e Marcelo Carrara di Mar del Plata ha avuto 100 voti.
I primi tre non eletti sono stati Alberto Emilio Becchi, di Mar del Plata, area Pd, che ha ottenuto 52 voti; Juan Pablo Brandi di La Plata della lista indipendente Pluritalia 46 voti e Antonio Morello della lista Mire di Buenos Aires, 42 voti.
 
TUTTO PREVISTO 
...O QUASI
 
I pronostici della vigilia sono stati quasi completamente rispettati, perché si sapeva che il MAIE avrebbe imposto il suo peso elettorale. Si sapevano anche i nomi dei candidati che avrebbe votato il MAIE, anche se alla fine qualche sorpresa c’è stata. Anche se il voto dei delegati è segreto, il sistema per esprimerlo apre la possibilità alle combinazioni tra candidati, visto che ogni delegato poteva esprimere fino a sei nomi.
D’altra parte, anche se non è detto che ogni circoscrizione consolare debba per forza avere un consigliere nel CGIE, questo criterio viene da lontano e fu imposto nel 1997 da Tonino Macri che, aprendo il gioco ai  Comites dell’interno, riuscì a diminuire la forza che aveva Buenos Aires per il numero di consiglieri e di delegati di associazioni. La formula prevalse anche nelle elezioni del 2004. Così nel precedente CGIE erano rappresentati i Comites di Buenos Aires (con Pallaro e Arona), Bahía Blanca (Nardelli), La Plata (Buttazzi), Lomas de Zamora (Pinto), Mar del Plata (Toniut), Mendoza (Romanello) e  Rosario (Gazzola).
Questa volta c’era un posto in meno, perché è stato ridotto da otto a sette il numero di rappresentanti della comunità italiana in Argentina e la “Lega dell’interno” ha ripetuto la strategia con successo, lasciando Buenos Aires, la circoscrizione consolare con più italiani al mondo, senza un proprio rappresentante. 
C’è da dire che la strategia è stata facilitata dall’inflazione di candidati di Buenos Aires, la maggioranza dei quali era del MAIE o dei suoi alleati (Laino, Oddo, Balestretti, Botana, Negro). C’era anche Antonio Morello del Mire, che in definitiva è stato tra i  “porteños”, quello che ha ottenuto il maggior numero di voti (42) ed è terzo nella classifica dei non eletti. 
Come detto, oltre al criterio della “Lega dell’interno”, si è imposto quello dell’appartenenza al MAIE. Infatti non va dimenticato che in quasi tutti i Comites il MAIE ha conquistato la maggioranza dei consiglieri. 
Ma non tutti sono usciti soddisfatti dalle elezioni. Perché tra i nomi di sui si parlava alla vigilia, c’era quello di Adriano Toniut, consigliere uscente del CGIE, uno dei due coordinatori del MAIE a Mar del Plata, il quale durante la riunione del movimento nella città atlantica, lo scorso 16 agosto, aveva diretto i lavori insieme a Merlo. Invece è stato eletto l’altro coordinatore di Mar del Plata, Marcelo Carrara. 
C’è da ricordare anche che nei giorni precedenti l’assemblea elettorale alla Colombo, il presidente del Comites di Mar del Plata, Raffaele Vitiello, uno dei dirigenti più rispettati della comunità italiana dell’Argentina, aveva assicurato pubblicamente l’appoggio del Comites di Mar del Plata (del quale fanno parte Toniut e Carrara) all’avvocato di origine friulana. E infatti, i delegati di Mar del Plata lo hanno appoggiato. Invece gli altri delegati del MAIE del resto del paese, hanno dato l’appoggio a Carrara. 
Non è stato tenero Toniut nel raccontare e giudicare quanto avvenuto alla Colombo, attraverso un comunicato, e sembra non avere tutti i torti. Infatti, sostiene che l’on. Merlo lo invitò a ripresentarsi al CGIE, nonostante le sue reticenze personali, prospettandogli inoltre la possibilità di essere eletto vicesegretario per l’America Latina, che Toniut assicura aver respinto, considerando che per il posto ci voleva una persona più giovane, come Mariano Gazzola. 
Nel suo comunicato, Toniut ricorda che dopo le elezioni per il rinnovo dei Comites, si susseguirono tre riunioni degli eletti del MAIE e che visto che erano sette i consiglieri da eleggere, decisero di eleggere i candidati di Bahia Blanca, Cordoba, La Plata, Mar del Plata, Mendoza, Rosario e Lomas de Zamora, pur se Pinto, coordinatore MAIE di quella circoscrizione, non era riuscito a fare una grande elezione e non aveva conquistato, come gli altri, la maggioranza e la presidenza del suo Comites. Sottolinea che fu l’on. Merlo a proporre che Buenos Aires non avesse un consigliere. Toniut fa presente che Carrara fu testimone di tutte queste decisioni e che non obiettò mai niente. Il racconto che fa Toniut dei fatti arriva al giorno dell’elezione, ricordando che Carrara non viaggiò con la delegazione di Mar del Plata, ma lo fece da solo e che praticamente non si è visto durante l’assemblea. Racconta di delegati che lo evitarono e di Romanello che gli confermò quanto stava constatando: (“Adriano a vos te cagaron, protestá, pataleá”).
Il dott. Toniut parla di un triplice tradimento: di quello dell’on. Merlo “dato che niente si fa senza che lui sia d’accordo” e definisce il deputato “un manipolatore che crede che i voti sono suoi e invece sono dei coordinatori che scendono in strada a convincere la gente a votarlo”; di Mariano Gazzola, perché fa tutto quel che gli chiede Merlo, senza soffermarsi a considerare le conseguenze; di Romanello e Pinto, complici, scrive Toniut, di un tradimento sul quale minimamente potevano avvertirlo, vista l’amicizia di anni tra di loro, per evitare che si presentasse. Infine su Carrara, Toniut scrive che ha tradito Vitiello e Toniut, le due persone che lo appoggiarono per entrare nella collettività, nel Comites e anche economicamente quando si presentò candidato a deputato, per cui non riescono a capire il suo atteggiamento, conclude Toniut, avvertendo che chi ha tradito una volta potrebbe tornare a tradire in futuro.
C’è da ricordare che la lista di Vitiello e Toniut, “Fratelli d’Italia” è stata una coalizione tra la tradizionale lista che a Mar del Plata ha sempre vinto le elezioni dei Comites e quella di Merlo.
Gli strascichi polemici coinvolgono anche il Comites di Buenos Aires, dove vari consiglieri sono rimasti feriti. Il suo presidente Dario Signorini, aveva annunciato da tempo che non si sarebbe presentato candidato al CGIE, per cui fin dall’inizio ha tentato di contenere tutti i candidati del blocco MAIE. Alcuni hanno apprezzato e hanno persino ritirato la loro candidatura, ma altri potrebbero provare verso il presidente del movimento, gli stessi sentimenti che hanno portato allo sfogo di Toniut. 
 
CHI SONO GLI ELETTI
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Mariano Gazzola, vicepresidente del Comites di Rosario, che ha ottenuto il più alto numero di preferenze nelle elezioni dei Comites ed è il primo dirigente del MAIE in Argentina in quanto coordinatore nazionale del partito. Viene riconfermato al CGIE. Tra l’altro è anche presidente del Comitato delle Associazioni Venete dell’Argentina.
Tra gli altri consiglieri del CGIE uscenti, confermati anche Marcelo Romanello consigliere del Comites di Mendoza dirigente nazionale del MAIE e coordinatore per la circoscrizione consolare di Cuyo; e Gerardo Pinto, coordinatore del Movimento a  Lomas de Zamora dove, per le elezioni del Comites ha vinto senza però riuscire ad ottenere la maggioranza, motivo per il quale si trova all’opposizione in quel Comitato.
I nuovi consiglieri eletti sono: Rodolfo Borghese, il più votato nel Comites di Cordoba. In quella circoscrizione Borghese è stato capolista del MAIE, l’unica lista che si è presentata in quella circoscrizione e quindi ha conquistato i sedici seggi di quel Comitato. Inoltre è un dirigente con buoni collegamenti con la politica di Cordoba, è figlio dell’ex presidente del Comites Rodolfo Borghese e fratello del deputato del MAIE Mario Borghese. E inoltre Cordoba rivendicava un posto nel CGIE, dal quale era stata assente negli ultimi dieci anni.
Eletto anche Juan Carlos Paglialunga consigliere del Comites di Bahía Blanca (del quale fu presidente nel precedente periodo) e coordinatore MAIE  in quella circoscrizione. Paglialunga occupa il posto che fu di Francisco Nardelli (che divenne vicesegretario del CGIE per l’America Latina, subentrando a Pallaro che si era dimesso dopo la sua elezione a senatore) eletto pure lui nel Comites di Bahía Blanca, ma nella minoranza. Nuovo nel CGIE anche Guillermo Rucci, che si dimetterà da presidente del Comites di La Plata, lasciando il posto al figlio, ed entra nel CGIE al posto che occupava  Ricardo Buttazzi nel precedente periodo. Il quarto eletto è Marcelo Carrara di Mar del Plata, attivo dirigente del Comites, presidente della Dante Alighieri di quella città e dirigente delle comunità molisana, emiliano romagnola e veneta. Inoltre è candidato a consigliere comunale nelle elezioni del 25 ottobre, nelle file del Pro. Durante la riunione del MAIE a Mar del Plata, il 16 agosto, Carrara portò nella riunione il candidato a sindaco della sua lista, provocando non poche polemiche tra i consiglieri del Comites e i dirigenti della collettività di Mar del Plata. Bisognerà vedere se le polemiche che hanno accompagnato la sua elezione al CGIE, non incideranno in qualche modo nella sua carriera politica. 
Poi cè il caso di Morón che è particolare, perché si tratta dell’unico Comites dove il MAIE non è riuscito a imporsi. Francesco Rotundo è stato rieletto a capo di una lista civica, ma tutti sanno che il presidente del Comites di Moron è un dirigente di peso (anche per numero di tessere) del Partito democratico in Argentina. E non bisogna dimenticare che nel CGIE uscente, sei membri erano di origine associativo anche se poi si erano divisi tra “pallariani” e “merlisti”. Il settimo consigliere era Maria Rosa Arona, dirigente del Pd. L’ottavo era Adriano Toniut, originalmente vicino al Pd e al centrosinistra, come lo è anche Raffaele Vitiello. 
Il primo dei non eletti all’elezione del 26 settembre alla Colombo, è un altro delegato di Mar del Plata, Alberto Emilio Becchi, di area Pd, che ha preso 52 voti, cioè tutti quelli di Mar del Plata e sicuramente non pochi anche del MAIE. Forse qualcuno dei sette eletti del movimento associativo, potrebbe rinunciare per fare un posto al delegato dei democratici, nel quadro di un eventuale accordo, durante la prima assemblea del nuovo CGIE a Roma.
La regia delle elezioni del CGIE nel 2004 fu di Ricardo Merlo. Questa volta Merlo non era presente alla Colombo, ma è molto difficile credere che non sia stata sua la regia delle elezioni o almeno che non sia stato un grande suggeritore di quanto avvenuto. E che abbia guardato un po’ più in la dell’assemblea elettorale del CGIE.