Quattro eventi molto positivi


La cronaca degli eventi della e nella comunità italiana in  Argentina, sono una delle ragioni di essere della nostra TRIBUNA ITALIANA, nata oltre quarant’anni fa come giornale della e per la  collettività. 
Cronaca di eventi che ci danno spesso lo spunto per commenti e per segnalazioni e in questa edizione, come scrivevamo sopra, ci sono almeno quattro eventi che già in partenza riteniamo che siano molto positivi per la nostra comunità. Due già avvenuti e due nell’immediato futuro. Il primo è stata la riunione a Rosario degli Stati Generali della Comunità Italiana residente in quella Circoscrizione consolare.
Il secondo è stato la cerimonia di consegna dei riconoscimenti che ogni anno, dal 2014, assegna la Associazione delle scuole italiane di Argentina e Uruguay (ACIAU le sue sigle in spagnolo, visto che si tratta di un soggetto di diritto locale, non italiano) a personalità ed enti che si sono particolarmente distinti per il loro contributo .nella diffusione della cultura italiana nei due paesi.
Gli eventi in programma per i prossimi giorni sono la presentazione del nuovo Consiglio Direttivo di FEDITALIA, domani sera alla Reduci e il Congresso dei Giovani di origine italiana organizzato dall’InterComites per sabato prossimo presso la Facoltà di Scienze Sociali dell’Università di Buenos Aires. 
Primo nel tempo, l’incontro degli Stati Generali della comunità italiana del nord est argentino, ha visto la numerosa e attiva partecipazione di circa duecento delegati in rappresentanza di 140 enti di vario tipo (Associazioni, Camere di  commercio, Patronati, Comites, ecc) rappresentanti a vario titolo degli interessi e le istanze dei 150mila cittadini italiani residenti in quella grande circoscrizione (che comprende le province di Santa Fe, Entre Rios, Corrientes, Chaco, Formosa e Misiones e l’estremo nord di Buenos Aires) e di una comunità di origine italiana di circa quattro milioni di persone.
Tra i risultati, l’accordo anche sul metodo e sulla strada da seguire per continuare il dibattito e lo scambio di idee e progetti. Ma il primo grande risultato è stato la realizzazione dello stesso assise e di questo va dato atto ai dirigenti della comunità italiana di quella circoscrizione che hanno capito che tra la gente c’è una grande domanda di partecipazione, che vada  di la dei del voto e dei dibattiti, a volte un po’ noiosi e rituali, che si tengono nei Comites o nelle Federazioni. Aprire le porte alla partecipazione della gente, anche quando a volte può essere un po’ caotico o imprevedibile, è semplicemente un dovere che i dirigenti dovrebbero adempiere con naturalità e senza preconcetti. A Rosario lo hanno capito e l’augurio è che gli Stati Generali rendano frutti e che l’esempio sia seguito in altre sedi e circoscrizioni.
Il secondo evento, dicevamo, è stata la cerimonia di consegna dei DAM (Distinción al Mérito), assegnato dall’associazione che raggruppa le scuole italiane di Argentina e Uruguay. Una cerimonia che si è tenuta, se ci si permette l’espressione, in rispettosa intimità. Senza grandi annunci, senza autorità argentine o italiane. Soltanto i dirigenti delle associazioni che hanno creato le numerose scuole italiane e le personalità premiate, con i loro cari, parenti o amici. Ma che personalità! Quest’anno, per fare un esempio, hanno ricevuto il riconoscimento dell’ACIAU, tra gli altri, il regista vincitore di un Oscar, Juan José Campanella, il designer di macchine fuoriserie Horacio Pagani, lo specialista in immunologia Alfredo Miroli, l’ex ambasciatore d’Italia in Argentina, Giovanni Jannuzzi; e tra i riconoscimenti alla memoria, gli ex presidenti dell’Argentina Mitre e Frondizi; due tra i più grandi maestri del tango, D’Arienzo e Piazzolla; un maestro di filosofia, Rodolfo Mondolfo che, costretto all’esilio a causa delle leggi razziali, ricominciò la sua vita incentrata nel pensiero e la docenza nelle università argentine, quando aveva 60 anni e per 30 anni ancora legò il suo nome agli studi filosofici nel Paese. A ispirare l’ACIAU, i valori dell’italicità che portarono tanti italiani emigrati in Argentina a creare associazioni che poi hanno dato vita anche alle scuole dalle quali questi valori sono trasmessi, insieme a livelli di insegnamento scolastico di eccellenza.
E poi i due appuntamenti annunciati dalla FEDITALIA e dall’Intercomites.
Il nuovo Consiglio Direttivo di FEDITALIA, vertice dell’associazionismo italiano in Argentina , sarà presentato durante una riunione in programma domani, con dirigenti di associazioni e federazioni. Come abbiamo già pubblicato, si tratta di un gruppo quasi completamente rinnovato e giovane che vuole rilanciare l’associazionismo, aggiornandolo e guardando al futuro, ma senza rinunciare all’eredità ricevuta dai dirigenti che li hanno preceduti. E a dimostrazione del rispetto per quell’eredità, la riunione viene convocata nella quasi centenaria sede Mutualità Italiana Reduci di Guerra, nota anche come la Ex Combattenti, fondata per sostenere i reduci della prima guerra o i loro congiunti, edificio che conserva preziose testimonianze dell’eroico contributo dato anche dagli emigrati o dai loro figli nella Grande Guerra (ricordato, tra l’altro, anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso rievocativo dei 100 anni del IV Novembre), ma oggi in gravi difficoltà perché non ci sono quasi più soci. Quindi difesa e recupero del patrimonio storico, edile, morale, economico e sociale delle associazioni, sarà anche al centro del programma del nuovo Consiglio Direttivo presieduto da Julio Croci.
Infine il Congresso dei Giovani di origine italiana, promosso dai Comites dell’Argentina, organizzato dall’InterComites. Appuntamento per certi versi concorrente o coincidente oppure complementare con gli obiettivi del programma di FEDITALIA. 
In definitiva eventi che hanno a che vedere con l’obiettivo di conservare la memoria e rilanciare i valori, e anche con la volontà di aprire le porte alla partecipazione, in particolare a quella delle nuove generazioni. Molto tempo è già passato tra inattività e assenza di iniziative. Le elezioni, che sono un momento fondamentale della vita democratica, sono diventati negli ultimi anni quasi gli unici momenti di  dibattito acceso, ma non sono stati molto utili né per stimolare la partecipazione né per far nascere o conoscere nuove idee.
Viviamo come comunità un tempo durante il quale il vecchio mondo non è ancora morto e quello nuovo è di la da venire. L’augurio è che ora che c’è una dirigenza rinnovata e che non ci sono elezioni in programma, finalmente il rilancio della comunità italiana non sia soltanto uno slogan vuoto. 
 
MARCO BASTI