Al via un viaggio di 15000km in Argentina per esplorare le simbiosi tra Natura, Arte e Umanità

L’italiana Carla Giampaolo e l’argentino Julio Foster pronti a iniziare il grande viaggio a bordo del Jachy Tata Javya

Lei, biologa e pittrice, lui fotografo professionista, si sono conosciuti in Spagna e sono arrivati in Argentina sette anni fa. Uniti da un forte vincolo affettivo e dalla voglia di capire, di investigare e di spiegare il nostro posto nella Natura, hanno sognato e progettato fino a renderlo attuabile, un grande viaggio esplorativo che li porterà prima ad ovest e al nord dell’Argentina e poi al sud, all’incontro di comunità autoctone in dialogo con la Natura e in armonia con la Madre Terra. Racconteranno il loro viaggio attraverso le reti sociali e offriranno le loro esperienze e conoscenze alla gente che incontreranno lungo il loro percorso che conoscerà una prima tappa durante quest’anno (partono in questi giorni) e una seconda, verso il Sud, agli inizi dell’anno venturo.

Manifestare la forza dell’invisibile nella Natura attraverso l’arte. E’ la passione e l’obiettivo che muove Carla Giampaolo e Julio Foster a intraprendere, fra pochi giorni, un lungo pellegrinaggio di 15.000 chilometri per le strade dell’Argentina, alla ricerca di piccole comunità originarie o naturalizzate, che vivono in armonia con il proprio ambiente, molto più in là del                solo concetto ecologico. Convivendo con loro, aspirano a sperimentare le sensazioni dei vasti e diversi spazi naturali che ancora resistono alla pressione umana. Una cosmogonia  possibile, che loro vogliono testimoniare, anche se a volte appare invisibile.

Carla Giampaolo, italiana, artista, biologa-naturalista dottorata all’Università degli         Studi di Milano, e Julio E. Foster, argentino e spagnolo, fotografo professionista espert di vari  formati, sono uniti da un forte vincolo affettivo e dalla necessità di capire il nostro posto nella Natura. Uniti, investigano, cercano di spiegare, gli aspetti sociali, animici e spirituali della relazione tra gli umani e l’intorno, sia esso la selva, la montagna, il mare, il deserto, l’altopiano, la sierra o lo stesso villaggio.

È la ricerca che li ha portati dall’Europa, prima Italia, poi Spagna, all’Argentina sette  anni fa. Così si manifestarono con Ars Botanica, Flora e Fauna Argentina, Ovy Terra di Luce e Natura Occulta, esposizioni esibite a Buenos Aires, La Plata e Milano.

Orta affrontano un nuovo grande sogno, diventato un progetto che stanno per avviare. Hanno quasi finito di caricare il loro veicolo, che hanno battezzato JACHY TATA JAVYA, stella errante in lingua guaranì.

Proprio in terra guaranì ebbero la loro prima grande esperienza americana a contatto con quella cosmogonia di cui parlavamo prima. Giunserto qualche anno fa a Tamanduà, villaggio mbyà-guaranì in Missione, per approfondire nel sapere dei popoli originari e nel loro vincolo con la Madre Terra. Frutto di  quel lavoro furono incontri, conferenze, laboratori, atelier, esposizioni e riflessioni sulle relazioni tra l’Umanità e la nostra dimora, o come la chiamiamo, Gaia, Pachamama o Madre  Terra. E la rinnovata passione e interesse per conoscere ancora di più della simbiosi tra natura, arte e umanità.

Un viaggio di un anno,  durante il quale condivideranno nel loro blog e nelle loro reti sociali le loro esperienze, riflessioni, disegni, fotografie e il Diario di Bordo. Lasceremo cadere molliche fotografiche, anche in Google Earth. Al loro ritorno condivideranno le loro impressioni e conclusioni organizzando conferenze, esposizioni, seminari, workshop. Racconteranno quelle esperienze in articoli e libri.

 Il viaggio è diviso in due tappe tenendo in conto come punto di partenza Llavallol, località del sud del Gran Buenos Aires. La prima verso l’ovest e il nord e la seconda verso il sud.

La prima fermata sarà vicino a San Luis dove vivranno in contatto con chi comunica, attraverso i sussurri e le sottili intenzioni, con i cavalli per imparare altri modi di ascoltare. È l’unico appuntamento prestabilito. Da lì percorreremo più di 7.000 km guidati dalle informazione che riusciranno a riunire durante il cammino.

Poi andranno all’incontro di  alcune tra le più di 500 comunità autoctone rurali che                abitano le aree del nord argentino. Metteranno a loro disposizione la loro collaborazione per i lavori domestici, che considerino opportuno, e nelle scuole rurali. Organizzeranno laboratori di disegno, pittura, fotografia, fotografia sperimentale, come fecero a Tamandúa. Se accetteranno - spiegano Carla e Julio -  condivideranno la loro quotidianità, con lo scopo di capire il loro modo di vivere la Natura. ​Visiteranno riserve e i parchi naturali, alcuni dei quali gestiti dalle comunità indigene.

Salendo lungo le Andi, arriveranno fino a Salta per poi partendo da Aguas Blancas, attraversando l’Impenetrabile arriveranno a Formosa, resitencia, poi saliranno verso l’Iguazú e quindi scenderanno lungo la strada 14 che corre vicina al fiume Uruguay per rientrare a Buenos Aires.

Sperimenteranno le sensazione delle altezze dell’altopiano, della pianura, della           landa, dei vulcani ad alta quota. Andranno a respirare l’ossigeno dell’Impenetrable, a vedere l’invisibile nella selva, a conoscere la saggezza delle terre, degli animali, delle piante e della gente, tutte parti insostituibili della Madre Terra, e lo trasmetteranno nel linguaggio dell’Arte.

Il ritorno è previsto a fine anno dopo i primi cinque di viaggio. Allora organizzeranno un incontro per i loro alleati e seguaci durante il quale mostreranno le prime               conclusioni della lofro spedizione con esibizioni di appunti, disegni, fotografie, assieme ad interviste e proiezioni.

Riprenderannmo il viaggio ai primi del 2020, andando verso il mare e le montagne del sud dell’Argentina, alla ricerca di scenari   naturali immensi e di altre umanità che vive a contatto con la Madre Terra. 

 “Crediamo che lo sviluppo sociale non sia solo il risultato d’investimenti in capitale monetario o tecnologico. L'arte è una parte importante del progresso di una comunità e dell’intera Umanità. In questo senso la nostra proposta implica il contributo delle nostre conoscenze, spiegano Carla e Julio. Vogliamo offrire, attraverso le scuole rurali, comuni o qualsiasi collettivo, le nostre conoscenze in tecniche di fotografia, di disegno e ricerca delle stesse.”

“Principalmente quello che ci proponiamo di fare, tanto nei distretti come nelle regioni che visiteremo, sarà avvicinarci alle scuole rurali e ai comuni per metterci al loro servizio ed offrire le nostre conoscenze in forma di workshop giocosi più che accademici. Affronteremo le tecniche e le conoscenze in fotografia, nel disegno e nelle arti visuali, in modo diretto e semplice. Questo lavoro si svolgerà nella convinzione che l'apprendimento sia un flusso di            andata e ritorno, e che condivide conoscenza voglia dire imparare. Attraverso il gioco,             insegneremo il valore di una linea tracciata, il valore di un colore, il funzionamento della camera oscura, come prevedere una foto, imparare tecniche artigianali riciclando materiali. Tutto questo insegnamento verrá affrontato attraverso una visione speciale della Natura, che va molto più in là delle scienze naturali e che recupera la magia del no-visibile a semplice vista. Dalla nostra esperienza a Tamanduá, un villaggio mbyá-guaraní di Misiones, abbiamo imparato che condividere la conoscenza è più utile che insegnare: lo scambio di              conoscenze invece dell'imposizione di una cultura, di un modo di vedere.  La ricchezza di cui abbiamo fatto tesoro è la saggezza che le persone che vivono, non                solo in contatto, sopratutto in comunione con la Natura possono trasmetterci. E questa ricchezza è quello che pretendiamo evidenziare attraverso il nostro lavoro sotto forma di disegni, fotografie, fotografie intervenute manualmente, disegni intervenuti fotograficamente, scritti.”

Contemporaneamente intendiamo realizzare un rilievo fotografico di tutte le attività che svolgeremo nelle regioni attraverso le quali ci porti il percorso, non come semplice documentazione, ma con la determinazione a catturare lo spirito del luogo. Siano attività lavorative, di ambiente scolastico, feste e usanze, gastronomia o paesaggi, questa documentazione esprimerebbe, più della registrazione, classificazione e raccolta d’immagini, la loro essenza. Tutto questo materiale sarà disponibile mentre si stia sviluppando il progetto per l’edizione di libri, pubblicazioni, come materiale per conferenze, workshop e seminari in base             al pubblico di riferimento, sia nelle università che nelle associazioni di quartiere, per le scuole e  i centri culturali. L'oggetto della nostra ricerca personale, la rappresentazione dell'invisibile, del magico, al di là della ragione scientifica, sarà presentato sotto forma di mostre in gallerie,               musei e centri culturali. Servirà anche come supporto e promozione per il resto delle attività proposte. Durante il periodo di sviluppo del progetto, come già detto, manterremo un flusso costante di informazioni sulle attività attraverso i social network, sotto forma di diario di bordo, taccuino emozionale, foto-meditazioni e più esperienze che verranno periodicamente          fornite.”

Naturalmente Carla e Julio si affidano anche alle reti sociali, attraverso le quali raccontano il loro progetto.

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