Meritato riconoscimento: Walter Ciccione Cavaliere

Il giornalista, storica firma della TRIBUNA ITALIANA, insignito Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia. Al Coliseo il Console generale Smimmo ha consegnato le insegne al figlio Gabriele. Auguri Walter!

La salute gli ha giocato un brutto scherzo, impedendogli di recarsi come ogni anno, da tanti anni, al Teatro Coliseo per la Festa della Repubblica. Un appuntamento tradizionale di Walter Ciccione con la celebrazione ufficiale e anche dei lettori della TRIBUNA ITALIANA  con la “cronaca del giorno dopo”, attesa  ogni anno con grande interesse, per conoscere il verdetto del cronista sul tradizionale appuntamento nel “nostro teatro”.

Quest’anno però Walter non ha potuto esserci perché, appunto, alcuni problemi di salute non gli hanno consentito di recarsi al Coliseo. Questa volta però, lui doveva salire sullo scenario.

Infatti, tra i decorati durante la cerimonia della celebrazione dell’anniversario della Repubblica Italiana c’era anche lui.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha insignito la  storica firma della nostra TRIBUNA ITALIANA, Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia per il suo lavoro in seno alla collettività italiana e il suo contributo alla diffusione della cultura italiana.

Un giusto riconoscimento per chi come Walter è impegnato da anni al servizio della comunità, interessandosi delle sue problematiche, promuovendo iniziative, mettendo generosamente il suo tempo, la sua capacità e le sue relazioni dentro e fuori l’Argentina al servizio della cultura italiana.

Ricordo il primo incontro con Ciccione, oltre vent’anni fa nella redazione della TRIBUNA ITALIANA, in via Hipólito Yrigoyen, quando ero già condirettore del giornale. Amava la nostra testata e mi propose varie forme di collaborazione e sostegno.

Fu l’inizio di una amicizia con la quale mi ha onorato lungo questi decenni e di un impegno col quale ha dimostrato tangibilmente il suo amore per la nostra TRIBUNA. Scrivendo da allora sulle nostre pagine, non solo ha contribuito a rendere il nostro giornale più interessante, più vivo, ma ha conquistato i cuori di centinaia di lettori che, come me, lo sentono un amico vicino.

Per questo ci associamo alla sua famiglia nella gioia per questo meritato riconoscimento e, con i suoi tanti amici e conoscenti, gli facciamo arrivare, insieme alle nostre congratulazioni ed espressioni di fierezza, anche gli auguri perché si riprenda al più presto e al piú presto torni a scrivere nelle pagine della nostra TRIBUNA ITALIANA. Auguri caro Ciccione!

IL DIRETTORE