Inaugurata a Mar del Plata la prima cattedra universitaria al mondo di studi sull’italicità

L’iniziativa alla quale lavorava da tempo un gruppo di entusiasti e convinti studiosi, intellettuali e imprenditori, è stata portata a compimento in seno all’ “Universidad Nacional de Mar del Plata”, che ha dato pieno appoggio al progetto e lo ha inserito tra quelli da promuovere in seno alla Fiera delle Università che l’ateneo marplatense organizzerà l’anno venturo. Il Prof. Riccardo Giumelli, sociologo, docente dell’Università di Verona, ha aperto la cattedra con tre seminari su aspetti diversi dell’Italicità.

È stata inaugurata in Argentina, presso l’Università Nazionale di Mar del Plata,  la prima cattedra universitaria al mondo di studi sull’italicità.

Cosa significa essere italiani nel mondo e quali declinazioni assumono la cultura, la storia, la lingua italiana quando vengono traslati e vissuti in contesti diversi in una realtà globale dove però sempre più forte è la ricerca dell’identità di ogni comunità?

Dopo un percorso preparatorio durato quasi due anni, la cattedra universitaria nasce per favorire gli studi sull'Italicità,  non a caso in Argentina, il paese con la più grande comunità italiana al mondo, costituita da oltre un milione di cittadini italiani e dai loro discendenti.

La cattedra, presso la prestigiosa Università Nazionale di Mar del Plata, è stata inaugurata lunedì 9 settembre grazie a un progetto di collaborazione tra il Prof. Riccardo Giumelli, sociologo, docente dell'Università di Verona e l'ateneo argentino. Una collaborazione promossa e favorita da entusiasti dirigenti e pensatori, partiti dalle riflessioni sulla realtà e sulle possibilità dei legami tra l’Italia e le comunità italiane presenti in tanti paesi, a cominciare dalla “seconda patria degli italiani”, come venne definito questo paese.

Proprio in Argentina si è realizzata quella "resignificación" che rappresenta la capacità di fare propria, reinterpretandola, la cultura italiana portata al Plata dagli emigranti attraverso l'arte, il cinema, l'architettura, la cucina, la musica.

È questa l'italicità, concetto elaborato da Piero Bassetti nei primi anni del secolo e  sviluppato dal sociologo Riccardo Giumelli, Professore dell'Università di Verona che dirigerà la cattedra di "Comunità italica e glocalizzazione".

Raccoglie l'evoluzione dell'italianità, registrandone tutte le sfumature e le peculiarità proprie di una nuova identità forte che si afferma a livello locale, al di fuori dell'Italia.

A suo tempo Giumelli fu avvicinato dall’on. Fabio Porta, che gli presentò il gruppo di dirigenti che in Argentina stavano riflettendo e dibattendo su un progetto che chiamavano “Italici”, che partiva dalla constatazione dell’influenza italiana nella costruzione dell’Argentina, delle caratteristiche particolari che l’essere italiani aveva assunto nel Paese, sia come comunità organizzata, sia nell’influenza nel resto della società argentina. E sulla mancanza di consapevolezza di questa realtà, sia in seno alla comunità, sia - specialmente - in Italia.

La cattedra, è stata promossa da un gruppo di personalità provenienti da diversi mondi professionali: oltre a Giumelli, Alfredo D’Ambrosio, Bettina Favero, Juan Pablo Morea, Fabio Porta, Domingo Di Tullio, Alberto Becchi e altri; il tutto coordinato dal vice direttore della stessa Università, Daniel Antenucci.

L’Ambasciatore d'Italia in Argentina, Giuseppe Manzo, ha fortemente sostenuto questo progetto e sottolinea come "studiare e far conoscere l'Italicità serve a rinnovare e promuovere un patrimonio che è più grande della somma delle storie dei nostri emigranti, un patrimonio che contiene la genialità italica, la capacità di innovare che ha il nostro paese e che gli italiani continuano a portare nel mondo da ben prima della stessa nascita del nostro splendido paese come stato unitario”.

L'inaugurazione della cattedra, inserita nella più ampia presentazione della Fiera di Istruzione Superiore Argentina – FIESA che si terrà a Mar del Plata il prossimo marzo, è iniziata con una prolusione del Prof. Giumelli dopo i saluti delle autorità, il giorno 9 e nei giorni successivi è continuata con il Seminario su: "Glocalismo, italicità e Made in Italy", tenuto dallo stesso Prof. Riccardo Giumelli.

Il tema pirncipale di tutta la cattedrà è l’italicità concetto diverso da italianità.

L’Italicità ha a che vedere con il contesto globale anzi, glocale, e con la presenza diffusa italiana nel mondo che ha dato origine a forme ibride e diverse di identità. Non solo, in un mondo postmoderno caratterizzato da forme di consumo che identificano, assume peso l’italofilia. Coinvolge chi ama la cultura italiana, chi consuma prodotti italiani e pertanto ne viene influenzato negli atteggiamenti e comportamenti. In sintesi, se l’italianità sta in Italia, l’italicità sta nel mondo. È anche per questo che l’iniziativa nasce a Mar del Plata, in Argentina, dove la presenza di italici è altissima.

Come ricordava Domenico Di Tullio qualche mese fa, prima del lancio della cattedra, “in un mondo nel quale la globalizzazione sembra vivere un momento di arresto, con la riscossa dei sentimenti nazionalistici, con il rischio di una guerra commerciale aperta (che nella storia spesso sfociarono in conflitti armati), questo progetto mette in evidenza la validità della felice intuizione di Piero Bassetti, una idea, un progetto e in definitiva uno strumento prezioso che la politica italiana ha a disposizione per rilanciare il Paese, sia internamente che - specialmente - in ambito internazionale. Perché l’Italicità travalica i confini nazionali, va oltre le nazionalità o le cittadinanze, coinvolge ma non è condizionalta dalla lingua italiana, dall’economia, dalla politica, dall religione. E’ uno strumento che non ostacola le tradizionali direttrici della politica estera italiana  (Ue, Nato, Mediterraneo, ecc) o quelle che eventualmente possano nascere dal cambiante scenario politico italiano.

E vista dall’estero lo studio dell’Italicità  offre una miriade di possibilità da sviluppare su quel vasto territorio che è la rete, e che possono crescere in modo esponenziale. Un progetto di futuro per il quale i protagonisti sono - naturalmente - le nuove generazioni di italici nel mondo.

Infatti, l’Italicità è anche un patrimonio degli italici in tutto il mondo, non un semplice strumento dell’Italia, pur se il  Belpaese, essendo la sorgente dell’Italicità, continua ad alimentarla e ne beneficia di essa. Perché l’Italicità deviene in una rete globale e comporta collegamenti e rapporti che non necessariamente passano dall’Italia. 

Anzi, l’Italicità può essere una lente attraverso la quale leggere la storia e i processi storici nei paesi nei quali la presenza italiana e la sua eredità hanno influenzato la cultura locale o, addirittura, come nel caso dell’Argentina  o dell’Uruguay, è una componente determinante di essa.