Elezioni Comites, Merlo: Rinvio inevitabile, ci sono due referendum

Il sottosegretario agli Esteri spiega così la decisione del governo di rinviare all’anno prossimo le elezioni per il rinnovo di COMITES e CGIE, inizialmente previste per il mese di aprile. “I Consolati saranno impegnati nell’organizzazione dei due referendum sulla riduzione del numero di parlamentari e sul sistema elettorale. Organizzare anche le elezioni dei Comites avrebbe comportato direttamente la chiusura delle sedi consolari al pubblico per qualsiasi pratica”, ha spiegato il sen. Merlo.

Le elezioni per il rinnovo dei 101 COMITES e le successive assemblee per le elezioni del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), in programma inizialmente nel mese di aprile, sono state rinviate all’anno prossimo. (Rinviate all’anno prossimo le elezioni per il rinnovo dei Comites). A provocare la decisione, la convocazione in Italia e tra gli italiani all’estero, a breve, di uno o due referendum. Lo ha spiegato il sen. Ricardo Merlo, sottosegretario agli Esteri, consultato da TRIBUNA ITALIANA.

“Al giorno d’oggi ci sono due referndum, quindi la decisione del rinvio si è resa inevitabile,” spiega Merlo. “Perché per organizzare le elezioni i consolati sono costretti a smettere di dare servizi o a ridurli fortemente. Aggiungere anche le elezioni dei COMITES avrebbe comportato proprio la chiusura dei consolati al pubblico, quindi abbiamo preferito il rinvio”.

Il sottosegretario agli Esteri spiega che il rinvio sarà anche un’occasione per cercare di arrivare alla riforma di COMITES e CGIE tante volte annunciata ma ancora di la da venire. “Vogliamo cogliere l’occasione per modificare la legge sui COMITES per arrivare al 2021 con la nuova legge”. “Allora terremo le elezioni” – ma comunque mette le mani avanti – “a meno di impoderabili”. “Ma quest’anno non è possibile tenere quelle elezioni” – ribadisce – “perché sottoporremo la rete consolare ad uno stress insopportabile”. E aggiunge: “significherebbe che non possono fare passaporti, cittadinanze, niente”. “Anche perché – spiega – per i referendum (che in principio non potrebbero tenersi insieme) dovrebbero mandare le buste a tutti i cittadini, mentre per le elezioni dei COMITES c’è l’inversione dell’opzione, che viene dalle precedenti elezioni. Tema sul quale, aggiunge, è in corso un ampio dibattito.”

I due referendum in vista

Anche se ancora manca la decisione definitiva della Corte di Cassazione, è certo che almeno un referendum ci sarà entro la primavera italiana. Si tratta della consultazione alla quale saranno chiamati gli elettori residenti in Italia e all’estero, per confermare o respingere la recente legge costituzionale che ha sancito il taglio di un terzo del numero di parlamentari, che passerebbero, se la riforma sarà confermata dagli elettori, da mille a poco più di seicento. Un taglio che ha colpito in modo proporzionale anche il numero di parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero. I quali passerebbero da dodici deputati a dieci e da sei senatori  a quattro.

L’altro referendum, sulla cui viabilità deve pronunciarsi la Corte, riguarda il sistema elettorale che mantiene una quota, pari al 25% degli eletti, distribuiti col proporzionale. Gli altri sono eletti in collegi uninominali. Il 15 gennaio la Consulta dovrebbe pronunciarsi sul referendum proposto dalla Lega per l'abolizione della quota proporzionale dell'attuale legge elettorale.