Il testamento di Pallaro: “Abbiamo fatto tanto, ora i nostri discendenti si impegnino nella politica argentina”

Il senatore, presidente della FEDITALIA lo disse nel suo saluto durante la prima riunione dell'anno della FEDIBA, a fine marzo di 2012

“Abbiamo fatto tanto durante oltre mezzo secolo. Ora non c’è più una collettività, ma una comunità, che deve promuovere la partecipazione dei discredenti nella politica locale”. Lo ha detto il sen. Luigi Pallaro, presidente di FEDITALIA, nel suo saluto al Consiglio Direttivo Federale della FEDIBA, il 30 marzo 2012 nel salone di presidenza del Club Italiano di Buenos Aires.

Prendendo lo spunto dall’editoriale della TRIBUNA ITALIANA, nel qual ci chiedevano perché non siamo più notizia, il presidente di FEDITALIA ha sottolineato che per oltre mezzo secolo la collettività ha fatto tante cose, ricordando, tra l’altro, lo sviluppo dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires, la nascita prima della Scuola Cristoforo Colombo, poi del Centro Culturale Italiano e poi di tante altre scuole italiane.

 “Abbiamo lavorato per avere dall’Italia una politica per gli italiani all’estero, abbiamo fatto 40 ore di dibattito e discussioni tra di noi, ma poi tutti ci siamo presentati in Italia con lo stesso discorso, abbiamo portato progetti, non siamo andati per piangere e abbiamo ottenuto tante cose”, ha ricordato Pallaro in riferimento alle Conferenze Nazionali per l’Emigrazione e ad altri appuntamenti in Italia sulle nostre problematiche. Nell’occasione Pallaro ha  elencato i successi ottenuti, quali l’iscrizione all’Aire, la struttura di rappresentanza, la cittadinanza per i discendenti e altro ancora.

Riguardo ai discendenti, ha ricordato la ventina di congressi dei giovani (“anche loro ormai sono vecchi”, ha scherzato), ha ricordato quanto è stato fatto quando era senatore ed ha sottolineato che oggi ci troviamo di fronte ad una nuova realtà. “Dobbiamo spingere i nostri figli a fare politica qui in Argentina”, spiegando che oggi in Argentina viviamo un momento difficile.

“L’Argentina ha bisogno di una classe politica e le nostre istituzioni devono spingere i giovani a partecipare, perché una nazione ha bisogno di politici. Non è vero - ha aggiunto Pallaro - che la politica è tutta sporca. Noi che siamo organizzati - ha detto - dobbiamo dire ai nostri figli che non è necessario che si preoccupino tanto per mandare un deputato in Italia, che è più importante impegnarsi per mandare i nostri politici nel parlamento argentino.”

Nella foto, Pallaro con l'allora console generale a Buenos Aires, Giuseppe Scognamiglio e il consigliere d'Ambasciata Luigi Apicella, dopo aver ricevuto un riconoscimento dalla Legislatura della Cità Autonoma di Buenos Aires, nell'anno 2012