Mattarella nel 2 Giugno omaggio alle vittime del Covid-19

Nel suo intervento in occasione del 74º della Repubblica, il Capo dello Stato ha reso omaggio a quanti si sono impegnati in prima fila nella lotta alla pandemia, "patrimonio morale che va esaltato e messo a frutto".

2 Giugno, Festa della Repubblica. Il tradizionale appuntamento che ricorda la nascita della Repubblica Italiana, decisa dal popolo italiano nel Referendum che ebbe luogo il 2 Giugno 1946, è stata celebrato anche in questo strano anno 2020, l’anno della pandemia.

Il Covid-19, che ha condizionato la vita di miliardi di persone in tutto il mondo, si è presentato in modo particolarmente aggressivo in Italia, dove ha provocato oltre 32000 morti. Una tragedia dalla quale sta uscendo il Paese, dopo tre mesi di lotta intensa contro il virus che oltre alle vittime fatali e alle decine di migliaia di contagiati, ha provocato - come del resto in tutti i paesi colpiti dall’emergenza - una profonda caduta dell’attività economica.

Ma nonostante l’emergenza, le difficoltà, i lutti e i drammi, l’Italia si sta riprendendo e questo 74º anniversario della Repubblica è stato occasione perché il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo abituale saluto per la ricorrenza, abbia voluto rendere omaggio alle vittime, ringraziare quanti sono stati impegnati (e lo sono ancora) in prima fila in questa strana guerra contro un nemico quasi invisibile e insidioso e lodato la capacità del popolo italiano, di adeguare le proprie attività alle chiusure e limitazioni decise per arginare i contagi. Decisioni che nelle ultime settimane hanno consentito una lenta ma progressiva ripresa delle attività. 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato ieri a Codogno, città simbolo dell'emergenza coronavirus. "La celebrazione del 2 giugno – l’anniversario della nascita della nostra Repubblica – ha luogo quest’anno qui, a Codogno e, idealmente, nei tanti altri luoghi in cui il dolore ha colpito il nostro popolo e dove conto di recarmi in altre prossime occasioni. In questi luoghi si ritrova oggi la Repubblica", ha detto Mattarella aggiungendo: "Da Codogno, dove è iniziato il nostro percorso di sofferenza, vogliamo ribadire i valori della Costituzione, ricordando nuovamente i tanti nostri concittadini morti per il coronavirus e rinnovando grande solidarietà ai loro familiari e alle loro comunità" 

"Questo è tempo di un impegno che non lascia spazio a polemiche e distinzioni. Tutti siamo chiamati a lavorare per il Paese, facendo appieno il nostro dovere, ognuno per la sua parte", ha sottolineato allora il capo dello Stato. "Qui nella casa comunale di Codogno oggi - come poche ore fa a Roma all’Altare della Patria - è presente l’Italia della solidarietà, della civiltà, del coraggio. In una continuità ideale in cui celebriamo ciò che tiene unito il nostro Paese: la sua forza morale. Da qui vogliamo ripartire. Con la più grande speranza per il futuro", ha detto ancora Mattarella ricordando come le zone rosse prima, l'intero Paese poi, "hanno dato una grande prova di senso civico. Grazie ai nostri concittadini per l'esempio che hanno dato a tutta l'Europa e al mondo",  

Nel fronteggiare l'emergenza Covid-19 "abbiamo anche assistito allo svilupparsi di reti di solidarietà a opera di persone di ogni età che, in forme diverse, hanno svolto funzione di assistenza, di aiuto, di conforto nei confronti di chi si trovava in difficoltà. Siamo stati testimoni di migliaia di gesti solidali, coraggiosi, di testimonianze di altruismo, di abnegazione e spesso di inventiva nell’aiuto a chi ne aveva bisogno. Si è manifestato un patrimonio morale presente nel nostro Paese, spesso sommerso, che va esaltato e messo a frutto E’ il sommerso del bene. Che va fatto prevalere, va fatto affiorare, affinché caratterizzi in modo positivo la ricostruzione che attende la nostra società.”