Sottolineata l’importanza delle comunità italiane all’estero per il rilancio dell’export italiano

Nell’ambito delle audizioni per l’istituzione della Bicamerale per gli italiani all’estero, sono stati ascoltati i vertici dell’ICE Agenzia e di Assocamerestero

ROMA – Carlo Ferro, Presidente di Ice Agenzia, e Roberto Luongo Direttore generale dell’Agenzia, sono stati ascoltati nell’audizione del Comitato per gli Italiani del Mondo della Camera dei Deputati in merito all’istituzione di una Commissione Bicamerale per gli italiani all’estero, sulla quale sono state presentate varie proposte da parlamentari eletti all’estero.

In particolare, Luongo, Direttore Generale di Ice Agenzia, ha parlato della business community italiana all’estero che ha un ruolo di supporto all’export, al Made in Italy e all’internazionalizzazione. “Le comunità d’affari di origini italiane rappresentano un osservatorio qualificato e privilegiato e un efficace e pervasivo canale di comunicazione”, ha spiegato Luongo evidenziando come la migrazione qualificata favorisca la crescita dei nostri prodotti innestando un circolo virtuoso di sviluppo. Germania, Francia, Usa, Svizzera e UK sono i primi cinque Paesi di riferimento per il nostro export e sono anche quelli che vantano i più longevi rapporti migratori col nostro Paese. Automotive, farmaceutico e agroalimentare sono i tre settori in cui l’Italia vanta dei primati d’eccellenza nell’export. “Con la riforma dei processi di internazionalizzazione il Maeci assume ancor più un ruolo centrale nel coordinamento degli attori coinvolti. Ice Agenzia ha dei desk dedicati all’innovazione e alla lotta alla contraffazione, in unione alla rete diplomatica. Il Made in Italy tornerà leader con il lavoro di squadra”, ha concluso Luongo.

Ascoltati anche i rappresentanti dell’Associazione delle Camere di Commercio Italiane all’Estero (Assocamerestero). Centrale è stata la tematica delle cosiddette comunità di affari, sempre più legate alla mobilità degli italiani nel mondo. Il Vicepresidente di Assocamerestero, Federico Donato, ha parlato in particolare di quella fetta di italiani da intercettare all’interno di un’emigrazione di qualità non stanziale.

 “Quest’opera di intercettazione è resa più facile dalla capillarità delle Camere di Commercio – 80 nel mondo – con un personale impiegato che ha un’età media bassa e anagraficamente simile alla nuova mobilità”, ha spiegato Donato puntando a rafforzare l’immagine dell’Italia ma anche i rapporti bilaterali.

“Bene per noi l’idea di una Bicamerale – ha aggiunto – considerando il nostro patrimonio diffuso nel mondo ed i rapporti con Unioncamere. I fruitori dei nostri servizi sono anche le Ambasciate sui territori. Siamo felici di vedere questa possibilità di contribuire ai lavori della Commissione purché con una proiezione pluriennale, perché gli investimenti esteri non possono esaurirsi in pochi anni”, ha evidenziato Donato parlando del concetto di comunità d’affari da mettere al centro del progetto. (Inform)