Referendum Costituzionale, Fabio Porta: la pandemia compromette il voto all’estero

Il responsabile del Comitato promotore dei Democratici per il NO in Sud America sottolinea che i contagi in aumento nel continente, con chiusura di alcuni consolati, compromettono seriamente all’estero la partecipazione alla consultazione sul taglio dei parlamentari.

L'on. Fabio Porta, già deputato del Pd eletto in Sud America e responsabile del Comitato per il NO del Partito Democratico in questo continente, esprime le sue forti preoccupazioni per una serie di inconveienti, legati alla pandemia di Covid-19, che renderenno difficile la partecipazione degli italiani all'estero l referendum indetto per il 20 e 21 settembre in Italia, ma che all'estero si terrà per corrispondenza, con data ultima di ricezione dei voti martedì 15 settembre  alle ore 16.

“Decine di impiegati presso la rete consolare italiana all’estero positivi al Covid, almeno una ventina di consolati chiusi a seguito dei contagi, scioperi delle poste indetti a seguito della pandemia: è questo il quadro inquietante che fa da sfondo all’organizzazione del voto per gli italiani all’estero, nel silenzio incomprensibile del Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio” 

“La partecipazione di quasi sei milioni di cittadini italiani (un decimo del corpo elettorale) è seriamente compromessa dall’acuirsi della pandemia in Paesi dove grande è la presenza italiana, dal Brasile alla Francia, dagli Stati Uniti alla Spagna, sostiene Porta.. 

Sono almeno 25 gli impiegati presso le sedi consolari italiane all’estero risultati positivi al Covid, mentre una ventina di consolati sono stati chiusi proprio in questi giorni; ad aggravare il quadro della situazione saranno gli scioperi indetti in alcuni di questi Paesi a seguito delle conseguenze della pandemia sui servizi postali. In Brasile, dove il numero degli elettori è superiore alle 500 mila unità (più di una regione come la Basilicata!) lo sciopero a tempo indeterminato delle poste rischia di rendere di fatto impossibile la partecipazione al voto dei nostri connazionali.” 

“Un contesto a dire poco preoccupante, rispetto al quale il governo italiano (che ha da poco prorogato lo stato di emergenza fino ad ottobre) non si è ancora espresso come sarebbe stato opportuno e auspicabile.  Non voglio credere che la partecipazione al voto di un decimo della popolazione italiana conti meno di quella dei residenti in Italia, e per questo chiedo al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale una presa di posizione chiara e coraggiosa su una situazione che nei prossimi giorni potrebbe soltanto precipitare, come da alcune settimane denunciano tutti i sindacati dei lavoratori dello stesso Ministero”, conclude Fabio Porta.