L'Argentina di origine italiana

05-04-2017 | Attualitá

In cerca delle ricette smarrite

Il progetto “Oltre Oceano”, presentato giovedì scorso dal noto chef Donato de Santis, alla presenza del Console generale Smimmo, che ha dato gli auspici a questa iniziativa, che si pone l’obiettivo di ricuperare ricette originali portate dagli emigrati italiani, che non siano state modificate. Un suggestivo viaggio. Di WALTER CICCIONE

Nella confortevole sala “Benedetto Croce” dell’Istituto Italiano di Cultura, giovedì scorso  è stato presentato un progetto “Oltre Oceano” il nome, che si propone di ricuperare la memoria gastronomica degli emigrati italiani in Argentina, ricette tradizionali della cucina nazionale e di quelle regionali, che fanno parte della storia e della cultura del Bel Paese.

Presenti all’evento esponenti rilevanti della  nostra comunità, del mondo culturale e delle associazioni e insieme a loro, la padrona di casa dott.ssa Maria Mazza.

L’iniziativa è stata presentata dal Console generale d’Italia in Buenos Aires, Riccardo Smimmo il quale ha ringraziato i partecipanti alla riunione, ha portato i saluti dell’ambasciatore Teresa Castaldo e ha elogiato lo chef Donato de Santis, per la sua lodevole opera di diffusione delle bontà del patrimonio enogastronomico italiano e sui vari aspetti della cucina del Bel Paese, un aspetto di grande importanza nella cultura della Penisola.

Pur ricordando i profondi legami che uniscono l’Italia all’Argentina, anche in campo gastronomico, Smimmo ha manifestato la sua preoccupazione nel constatare che a Buenos Aires sembra evidente una crisi dell’identità italiana del patrimonio gastronomico del Bel Paese e i questo senso, ha auspicato che il Progetto Oltre Oceano, possa contribuire a superarla.

Nel spiegare il progetto nei dettagli, il suo ispiratore, lo chef Donato de Santis, pugliese di nascita, cittadino del mondo, innamorato dell’Argentina dove vive da anni, dopo essere stato cuoco di vari famosi negli Stati Uniti, ha detto che l’Italia deve ricuperare in Argentina il suo posto di rilievo in campo gastronomico e che con tale obiettivo è stato concepito “Oltre Oceano”.

In sostanza il citato progetto si propone di ricuperare ricette che gli emigrati italiani abbiano portato in Argentina, mantenendo lungo i decenni, la loro originalità, sia nei componenti che nel modo di prepararle.

E a tale scopo ha manifestato che le centinaia di Associazioni italiane possono costituire una grande risorsa in quanto a luogo di ritrovo dove vengono tramandate le tradizioni degli emigrati, tra le quali quelle gastronomiche, in un ambito familiare e sociale spesso legato a uno specifico paese o zona dell’Italia. La cucina, infatti, è uno degli aspetti della cultura che spesso diffondono le associazioni. Donato ha fatto varie volte l’esempio della Ossolana, nota per la preparazione due o tre volte all’anno, della bagna cauda, tradizionale ricetta del Piemonte, che gli emigrati di quella regione tramandano da decenni (l’associazione ha 130 anni) tra famigliari e soci, per le feste del sodalizio.

 La cucina italiana, frutto di antiche tradizioni, rispecchia la varietà culturale delle sue regioni, la loro diversità. Infatti, lo stesso piatto può cambiare da un comune all’altro, seguendo storie e  tradizioni secolari, e sempre legate alla terra e ai suoi prodotti.

Donato ha sottolineato che la condizione necessaria per accogliere una ricetta, è la genuinità, l’originalità, tecnicamente si potrebbe dire, la tracciabilità. Nel senso che la ricetta che sarà presentata ai collaboratori del progetto, dovrà mantenere sia gli ingredienti, sia la tecnica originali, portati dagli emigrati. In modo che sia uguale alla ricetta che si mantenga ancora oggi nella zona di origine dell’emigrato. In altre parole, una ricetta che non abbia subito cambiamenti, aggiustamenti, aggiornamenti o adattamenti alle possibilità, ai gusti di questa terra o di questo tempo.

La ricerca di una ricetta, potrà portare a riscoprire anche storie sulle rotte degli emigrati e i loro legami con la cucina della terra d’origine. Di quella cucina mediterranea, diventata regina della gastronomia e della salute in buona parte del pianeta.

Nella ricerca delle ricette, Donato ha invitato le associazioni e in genere chi le frequenta, a consultare soci e parenti più anziani, a cercare tra documenti, libri, lettere di tempi andati, perché magari dove meno te l’aspetti, puoi trovare il riferimento a una ricetta.

E poi, oltre ai precisi ingredienti e magari sulle indicazioni sul modo di prepararle, possono essere ricuperate storie sulle rotte degli emigrati, testimonianze, fotografie, che potranno arricchire il volume nel quale saranno raccolti i risultati di questa ricerca. L’opera sarà messa in vendita e il suo ricavato andrà a sostenere le opere di solidarietà e di beneficenza, come quelle che porta avanti il centenario Patronato Italiano di Assistenza di Buenos Aires, secondo quanto ha annunciato lo chef.

Naturalmente il progetto, che eventualmente potrà dare origine anche ad un filmato, sarà promosso attraverso le reti sociali e sarà creato un sito web per farlo conoscere.

Da parte nostra pensiamo che la gastronomia di un paese rispecchia la sua identità culturale e può essere considerata parte del suo patrimonio intangibile, evocatore di valori, sapori, modi, stili di vita, condimenti che in ogni occasione si fanno vivi per soddisfare i palati più esigenti.

 

ciccioneg@speedy.com.ar

 

 

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