L'Argentina di origine italiana

12-10-2017 | Attualitá

Oggi a San Paolo il MAIE protesta per la rete consolare, ma incombe la minaccia della nuova legge elettorale

Manifestazione davanti al Consolato in San Paolo con delegazioni da tutto il Brasile e il presidente Ricardo Merlo per reclamare fondi e personale per mettere fine ad una situazione insostenibile. I fondi costituiti col 30 per cento della tassa sulla cittadinanza non sono ancora arrivati, nonostante le assicurazioni dei parlamentari del Pd e non risolveranno i problemi. Gli eletti all’estero dei partiti italiani votano secondo indicazioni delle segreterie romane. In futuro sarà peggio se il Senato approverà la legge che consente ai residenti in Italia di candidarsi all' Estero.

Tutto pronto a San Paolo del Brasile per la manifestazione organizzata dal MAIE,  per questo giovedì davanti al Consolato Generale d’Italia in quella città, per protestare per l’insostenibile situazione della rete consolare.

Tutta la comunità italiana di San Paolo, dove la presenza italiana è numerosa e qualificata, è invitata a partecipare alla manifestazione, alla quale inoltre, prenderanno parte delegazioni che arriveranno anche dalle altre città del Brasile sedi di consolati italiani, come Porto Alegre, Belo Horizonte, Curitiba, Rio de Janeiro e Recife. Saranno presenti alla manifestazione anche il fondatore del MAIE, on. Ricardo Merlo, l’on. Mario Borghese e il sen. Claudio Zin e delegazioni del Movimento che arriveranno anche da altri paesi dell’America Meridionale.

La situazione della rete consolare italiana all’estero da tempo subisce le conseguenze dei successivi tagli disposti dai governi che si sono succeduti negli ultmi anni, per far quadrare i bilanci. Tagli al bilancio della Farnesina che si sono accaniti in particolare con i capitoli dedicati agli italiani all’estero, a cominciare dai servizi consolari. Disposto inoltre il blocco delle assunzioni di personale di ruolo nelle sedi consolari. Tra il 2008 e il 2016 il personale di ruolo del Ministero degli Esteri è sceso da 4852 funzionari a 3825, oltre mille in meno, come ha ricordato recentemente il vicesegretario del CGIE per l’America Latina, Mariano Gazzola.

Chiusure di sedi e riduzione di risorse e di personale che si sono tradotte in un servizio a dir poco insufficiente, nonostante l’impegno e la professionalità di diplomatici e impiegati di ruolo e contrattati. Ne risentono però i tempi di accettazione e di sbrigo delle pratiche e quindi i cittadini, specialmente coloro che chiedono un turno per iniziare la pratica di cittadinanza. Proprio a San Paolo, in queste settimane in Consolato stanno ricevendo le persone che avevano chiesto un turno nel 2005, ben dodici anni fa!

A quell’epoca non era stata ancora stabilita la tassa di 300 euro per ogni cittadinanza, balzello deciso tre anni fa, inizialmente con la scusa genericamente enunciata, di “migliorare i servizi consolari”. Come tutto l’armamentario di tagli sui capitoli che riguardano gli italiani all’estero, deciso dal 2008 in poi dai successivi governi (Berlusconi, Monti, Letta, Renzi, Gentiloni) e approvato alternativamente dai parlamentari eletti all’estero, del centrodestra e del centrosinistra, anche la tassa sulla cittadinanza fu approvata ai tempi di Renzi dai deputati e senatori eletti all’estero nelle liste del Pd.

Poi, visto che sembrava una presa in giro, perché il frutto di quella tassa andava direttamente alle casse dello Stato, l’anno scorso fu approvata la restituzione ai consolati del 30 per cento della tassa dei 300 euro, per consentire lo smaltimento delle giacenze, attraverso la contrattazione di personale locale.

Purtroppo il ministero dell’Economia non ha ancora sbloccato tali fondi, nonostante le promesse. Nè quelli corrispondenti all’anno scorso, nè quanti corrispondono al primo semestre di quest’anno.

Nonostante gli annunci di imminente liberazione di quei fondi, fatti almeno tre volte dai deputati del Pd (l’ultima poche ore fa, dopo una riunione col sottosegretario Amendola dell’on Porta e del sen. Longo,  parlamentari del Pd residenti in Brasile), gli euro sono ancora di la da venire.

Se e quando arriveranno, saranno destinati alla contrattazione di personale locale.  Di digitatori che, contrariamente al personale di ruolo, non sono abilitati a firmare pratiche. Possono semplicemente trascrivere dati. Per cui il loro contributo non sarà sufficiente per smaltire le pratiche arretrate.

Quindi per risolvere la situazione di emergenza della rete consolare, si rende necessario un reale aumento di fondi nel bilancio della Farnesina, per assumere personale di ruolo.  Pretendere di superare l’insostenibile emergenza della rete consolare soltanto con il famoso 30 per cento, ancora non sbloccato, significa non conoscere la realtà, oppure accettare la disciplina di partito in difesa del governo invece della difesa dei cittadini italiani residenti all’estero, come è successo fino ad oggi con i parlamentari eletti nelle liste dei partiti “romani”.

E in questo campo c’è un nuovo pericolo all’orizzonte. La nuova legge elettorale, approvata con due voti di fiducia questa settimana a Montecitorio, apre la possibilità all’elezione all’estero di altri parlamentari che non conoscono la realtà degli italiani fuori d’Italia e che voteranno solo secondo logiche di partito e interessi “romani”.   

 “Gli elettori residenti in Italia – si legge nel testo votato alla Camera e che ora dovrà essere approvato in Senato – possono essere candidati in una sola ripartizione della circoscrizione Estero; gli elettori residenti all’estero possono essere candidati solo nella ripartizione di residenza della circoscrizione estero”.

Cioè i politici che non riescono ad assicurarsi un posto nelle liste in Italia, cercheranno di farlo candidandosi nella Circoscrizione Estero, in una delle quattro ripartizioni. Quale? Non importa, tanto non avranno bisogno di conoscerci. Se eletti, voteranno non pensando a difendere gli italiani all’estero, ma pensando alle logiche romane e secondo la disciplina dei rispettivi partiti.

Vista la novità, la manifestazione di questo 12 ottobre organizzata dal MAIE in Brasile, assume una rilevanza certamente maggiore.  

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