L'Argentina di origine italiana

29-11-2017 | Attualitá

Successo della mobilitazione in rete: Micheloni ha ritirato gli emendamenti per aumentare la tassa sulla cittadinanza e per limitarne l’accesso

Lo ha annunciato il senatore Claudio Zin del MAIE che ieri aveva incontrato il presidente della Commissione Bilancio del Senato, che doveva trattare l’emendamento nel quadro dell’analisi della legge di Bilancio del 2018

“Il Pd cambia paradigma, per loro ora contano solo gli immigrati, aveva detto domenica scorsa in un messaggio su facebook l’on Ricardo Merlo in riferimento agli emendamenti presentati da Claudio Micheloni, senatore del partito democratico e residente in Svizzera, nel quadro dell’analisi dela legge di Bilancio 2018, al vaglio della Commissione Bilancio di Palazzo Madama. Il MAIE aveva subito lanciato l’allarme, anche perché Micheloni aveva annunciato la presentazione dell’emendamento durante il suo intervento nell’assemblea del CGIE, che si è conclusa venerdì scorso a Roma. In tale sede, si era saputo anche di una mail dell’on. Fabio Porta al senatore Fausto Longo, entrambi del Pd eletti nel Brasile, chiedendo il suo impegno ad opporsi all’emendamento presentato dal collega di partito, “altrimenti richiamo di non essere rieletti nelle prossime elezioni”, scriveva Porta. La lettura della mail creava non poco imbarazzo tra le file del Pd, ma metteva in evidenza a dir poco, il disorientamento del partito di Renzi, in materia di italiani all’estero.

“A poche ore dall’annuncio del Sen. Micheloni (PD) della presentazione dei suoi emendamenti alla legge di bilancio che andavano ad incidere negativamente sui diritti dei discendenti degli italiani che vivono all’estero, la comunità di italiani residenti in Sudamerica si era attivata attraverso la piattaforma on-line change.org per una raccolta di firme per esprimere netta contrarietà a questa iniziativa parlamentare”, ha spiegato Claudio Zin in una intervista.

Dopo un colloquio col Presidente della V Commissione Tonini, e con il proprio capogruppo, Zin rilasciava questa dichiarazione:“Sebbene le oltre 6000 firme raccolte in poche ore non avessero una valenza giuridica nel nostro sistema parlamentare, come senatore del MAIE, l’unico movimento politico culturale nato all’estero che difende i diritti degli italiani residenti nel mondo e dei loro discendenti, le avevo depositate in V commissione con l’intenzione di portare a conoscenza i colleghi senatori della volontà espressa dalla comunità che mi onoro di rappresentare!”

Nel quadro del dibattito della legge sul bilancio, il sen. Micheloni aveva presentato due emendamenti che avrebbero colpito la leege sulla cittadinanza, cercando di ridimensionare la portata della trasmissione in base al principio dello ius sanguinis. Da una parte il sen. Pd residente in Svizzera aveva proposto un aumento da 300 a 400 euro per la tassa di cittadinanza e dall’altra di limitare la trasmissione a due generazioni.

“Dopo una notte di lavori, all’alba di oggi, alle ore 4.45 del mattino, in V Commissione Bilancio del Senato, il sen. Claudio Micheloni – grazie a questa opera di convinzione e alla grande mobilitazione degli oriundi nella rete - è stato costretto a ritirare i suoi due emendamenti alla legge di bilancio 2018, con cui voleva aumentare la tassa sulle domande di cittadinanza e porre un limite per il riconoscimento di questo diritto per i discendenti di italiani alla seconda generazione. Gli emendamenti in questione - ha spiegato il Sen. Claudio Zin - creavano una confusione infame, in quanto gli argomenti affrontati non avevano nessuna omogeneità con il testo della legge del bilancio dello stato in votazione in V Commissione.”

“Il PD e i 4  eletti all’estero che hanno firmato sono quasi riusciti a confondere i cittadini residenti all’estero e a far concentrare l’attenzione su argomenti inconsistenti e irrealizzabili, solo per distrarre l’opinione pubblica per allontanare il focus sulle nostre reali necessità”, ha detto Zin.

“Dobbiamo stare molto attenti per due motivi: primo perchè 4 su 5 Senatori eletti all’estero in maggioranza sono orientati a limitare la trasmissione della cittadinanza e aumentare la tassa da loro inventata; secondo, perchè sicuramente la maggior parte di questi potrebbe essere rieletta e continuare nel Parlamento in questa direzione nella prossima legislatura”, ha concluso il senatore del MAIE.

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