L'Argentina di origine italiana

22-01-2018 | Attualitá

Teresa Castaldo parte per Parigi. Nuovo ambasciatore Giuseppe Manzo

Parte dopodomani la ambasciatrice che per oltre quattro anni ha lavorato nel rilancio dei rapporti tra Italia e Argentina. Manzo lascia la sede di Belgrado.

Una missione di oltre quattro anni intensi, impegnativi e con risultati concreti, quella che si conclude questa settimana a Buenos Aires per Teresa Castaldo. L’ambasciatrice, prima donna a occupare la sede dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, parte questo mercoledì da Ezeiza per insediarsi fra pochi giorni nella sua nuova destinazione, nientemeno che l’Ambasciata d’Italia a Parigi.

Una capitale di prima importanza a coronamento di una carriera prestigiosa e una promozione che premia il lavoro svolto durante oltre quattro anni in Argentina.

Teresa Castaldo arrivò a Buenos Aires quando alla Casa Rosada c’era Cristina Fernández de Kirchner e parte quando nel Paese è in corso un profondo cambiamento, grazie al successore della Kirchner, Mauricio Macri.

I primi anni non furono facili, perché il governo kirchnerista aveva un atteggiamento che si può definirire almeno di antipatia verso l’Italia. Ma l’amb. Castaldo è stata brava a tessere i rapporti col govberno di allora, come ha saputo farlo con quello attuale.

“Io parlo con tutti”, ha detto spesso e i risultati di quella apertura si sono visti giàai tempi del precedente governo quando tra i due paesi furono firmati accordi non soltanto per la consegna degli archivi diplomatici sul tema dei desaparecidos all’epoca dell’ultima dittatura, ma anche per lasoluzione parziale dialcuni contenziosi sul tema del default.

Con Teresa Castaldo ci fu una lenta ma costante ripresa dei rapporti, consolidatasi e sviluppatasi con l’avvento del nuovo governo argentino. Grazie all’intenso lavoro dell’Ambasciata diretta da Castaldo, l’Italia fu il primo tra i paesi di primo piano a far arrivare a Buenos Aires il presidente del governo, Matteo Renzo, due mesi dopo il giuramento di Mauricio Macri. E dietro a Renzi arrivarono il ministro Franceschini, la ministra per i rapporti col Parlamento Maria Elena Boschi, i viceministri Scalfarotto e Bianch, centinaia di imprenditori ed esponenti del mondo della cultura e, nel mese di maggio dell’anno scorso, la visita ufficiale del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il primo Capo dello Stato Italiano ad arrivare a Buenos Aires in sedici anni.

Dicono spesso i diplomatici italiani che i rapporti con l’Argentina non hanno uguali nel mondo, ma che relazioni così strette paradossalmente hanno provocato in occasioni che non si riuscisse ad arrivare a risultati concreti. Teresa Castaldo è riuscita a mettere le basi per arrivare a tali risultati. E lo ha fatto tenendo presente tra l’altro l’importanza della comunità di origine italiana che risiede in Argentina, come ha avuto modo di sottolineare in numerose occasioni.

“Qui è nata l’italianità”, disse il Presidente Mattarella agli italiani radunati nel Teatro Coliseo. L’ambasciatrice Castaldo ha saputo riconoscere questa realtà e ne ha fatto uno degli strumenti del successo della sua missione in Argentina.

Come ha scritto recentemente il suo prestigioso predecessore Giovanni Jannuzzi, in un articolo sul quotidiano online Futuro Europa, parlando dell’importante patto tra l’Italia e la Francia: “Il Governo Gentiloni ha già dimostrato l’importanza delle relazioni con Parigi, destinandovi come ambasciatrice una delle “stelle” della nostra diplomazia, Teresa Castaldo, che ha fatto un lavoro straordinario a Buenos Aires e avrà il suo daffare per portare i rapporti italo-francesi a un livello anche maggiore”.

All’ambasciatrice Teresa Castaldo i migliori auguri di successo nella sua nuova missione.

Nella fotografia, di Italo Catalano, l’amb. Teresa Castaldo con Mauricio Macri, allora Sindaco di Buenos Aires, durantela Festa della Repubblica in Ambasciata, il 2 giugno 2014.

 

Il nuovo ambasciatore d’Italia

 

Il Consiglio di Ministri ha nominato venerdì scorso nuovo ambasciatore d’Italia in Argentina Giuseppe Manzo fno ad oggi Ambasciatore a Belgrado, incarico ricoperto  dal 3 giugno 2013.

L’ambasciatore Giuseppe Manzo è stato capo del servizio stampa e portavoce del Ministro, dal gennaio 2012 all’aprile 2013. Al Ministero degli Esteri a Roma ha indirizzato le strategie di comunicazione della Farnesina verso una piu' attiva e-diplomacy, anche attraverso nuovi media e social network.

Nel 2010 e 2011 ha guidato l'ufficio stampa dell'Ambasciata d'Italia a Washington, dove aveva già prestato servizio dal 1998 al 2002.

Alla Rappresentanza italiana a New York tra il 2005 e il 2009, e' stato membro della delegazione italiana al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nel biennio 2007-2008. In quel periodo, su iniziativa italiana, al Palazzo di Vetro si negoziava e approvava la prima risoluzione sulla moratoria per la pena di morte.

La sua precedente esperienza nei Balcani risale al periodo 1995 - 1998 presso l'ambasciata a Tirana, durante la crisi legata al collasso delle società finanziarie piramidali in Albania.

Alla Farnesina ha lavorato alla Cooperazione allo Sviluppo, alla Direzione Affari Economici e alla Segreteria Generale.

Giuseppe Manzo è autore di articoli sul ruolo dei mezzi d'informazione nella guerra al terrorismo e sulla comunicazione dell'Onu. E' stato docente al Master in Comunicazione Internazionale all'Università IULM di Milano.

Classe 1967, è sposato con Alma. Hanno due figli.

L’ambasciatore Giuseppe Manzo arriverà a Buenos Aires fra qualche settimana.

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