L'Argentina di origine italiana

18-05-2017 | Attualitá

Una serata straripante di italianità

Il concerto in omaggio al Presidente della Repubblica. Di WALTER CICCIONE

Lunedì 8, mentre Buenos Aires era colpito dalle piogge autunnali, la comunità italiana noncurante delle condizioni meteo si recava nel Teatro Coliseo con l’attesa di vivere un evento significativo: incontrare Sergio Mattarella, primo Presidente della Repubblica

Italiana a visitare l’Argentina, mettendo fine ad una assenza di 16 anni.

Ad accoglierci un sontuoso Teatro Coliseo, la cui ristrutturazione e ammodernamento sono stati appena inaugurati, per ricevere l’Illustre Ospite.

L’interno della sala però non era al completo, forse per il maltempo o perché era una giornata lavorativa. Ma al di la di questo, il clima interno era tiepido, non evidenziando entusiasmo, lontano dal fervore di precedenti visite presidenziali.

Certo, gli anni non passano invano, ma chi come questo cronista, che di là lontano nel tempo era giovane, appena arrivato in questo benedetto paese e la nostalgia della nostra terra era ancora insopportabile, ricorda ancora commosso l’apoteotica accoglienza

data a Giovanni Gronchi, uno straordinario oratore che nello stadio Luna Park, davanti a ventimila connazionali, disse: “O gente della mia terra, gente benedetta ovunque svolgi il tuo lavoro, se hai saputo conquistarti così profondamente l’affetto di tutti i paesi nei quali, o per tristezza di tempi o per volontà di migliorare la tua situazione, ti sei allontanata dalla Patria!”

Ma tornando alla serata di lunedì 8, prima dell’arrivo del Presidente, ci si intratteneva a guardar la sfilata di personalità e personaggi sulla immaginaria “red carpet”

Come i nostri rappresentanti nel Parlamento di Roma, come i deputati Ricardo Merlo, Fabio Porta, Mario Borghese e il senatore Claudio Zin. E così anche l’ex senatrice Mirella Giai accompagnata da un entusiasta gruppo di dirigenti di Rosario.

Ma, naturalmente, tutte le aspettative erano concentrate nel saluto del Presidente Mattarella, una personalità politica di eccezionale prestigio, di un grande spessore intellettuale e di notevoli capacità per affrontare, dal suo posto di garante della Costituzione e dell’Unità del Paese, le sfide di questi tempi difficili.

Alla fine, è iniziata la cerimonia dopo l’arrivo del Capo dello Stato e delle autorità italiane e argentine, con gli inni nazionali e il saluto della dinamica ambasciatrice Teresa Castaldo.

Quindi ha parlato il Presidente Mattarella.

Messaggi ricchi di contenuto, che vanno analizzati in altre pagine della TRIBUNA ITALIANA. Ma non può non soddisfarci che il Presidente abbia definito

l’Argentina “il paese piú italiano al mondo”. O “Siamo due paesi non soltanto amici ma legati da vincoli d'identità umana”. O ancora: “Qui è nata l’italianità”

Tutte definizioni che i presenti abbiamo ricevuto come una carezza nell’anima.

Forse qualcuno avrà sperato qualche annuncio su eventuali soluzioni a qualcuno dei vari problemi che affronta la nostra comunità, a cominciare da quelli che riguardano i servizi consolari. Una missione che sarebbe toccata al ministro Angelino Alfano, componente politico della delegazione e siciliano come il Presidente. Ma se qualcuno se l’aspettava, sarà rimasto deluso.

 

Un concerto in omaggio al Presidente, con luci e ombre

Anche se in linea di massima il concerto è stato gradevole, esso ha offerto luci ed ombre. Tra le prime, la qualità della presentazione della Banda Sinfonica della Città di Buenos Aires e dei tre tenori nelle loro interpretazioni del repertorio italiano, che sono

stati premiati con calorosi applausi dal pubblico.

Quanto alle ombre la scelta, sbagliata secondo noi, di far interpretare il tango ad una banda sinfonica, invece che a una orchestra tipica di tango, specialmente se deve interpretare brani forse non conosciuti dall’Illustre Ospite, come “Chiquilin de Bachin”

E poi la assenza, nel programma consegnato all’ingresso, del nome della presentatrice della serata, sulla quale molti si interrogavano su chi fosse la bella ed elegante dama che, parafrasando l’area di “Mattinata”, era “di rosso vestita”. Nel nostro caso

conosciamo Elisabetta Riva e apprezziamo il suo lavoro come direttore artistico del Teatro Coliseo, ma in questo caso ci sembra eccessivo il basso profilo, quasi anonimato, e ci sembra doveroso mettere in risalto anche il suo intervento nell’eccellente video sui

lavori di restauro e ammodernamento del teatro Coliseo.

Ma al di la di questi neo, vanno ringraziati l’Ambasciata, il Consolato, l’Istituto Italiano di Cultura e la Fondazione Coliseum per averci regalato una serata indimenticabile, che conserveremo in un posto di privilegio tra i nostri ricordi.

ciccioneg@speedy.com.ar

Nella fotografia, di Italo Catalano, il momento degli Inni nazionali al Coliseo. Con il Presidente Sergio Mattarella la figlia, Signora Laura, il ministro degli Esteri Angelino Alfano e l'ambasciatrice d'Italia Teresa Castaldo

E su youtube il video istituzionale preparato dalla Fondazione Culturale Coliseum in occasione della visita del Capo dello Stato

Comentarios

Envie sus Comentarios

Ingrese codigo de seguridad: