L'Argentina di origine italiana

15-03-2018 | Editorial

Colpo al cuore del nostro voto

La debacle che ha colpito il Partito Democratico in Italia ha avuto il suo correlato nell’America Meridionale e, come nel 2008, il partito che rappresenta il progressismo moderato, scivola al terzo posto nelle preferenze degli elettori del continente. E questo è un primo dato da analizzare.
Il secondo posto viene conquistato da un partito locale, anzi, localissimo, visto che ha costruito il suo successo quasi esclusivamente con i voti degli elettori dell’Argentina (e quasi potremmo assicurare che con i voti degli elettori di Buenos Aires). L’USEI dopo quattro elezioni arriva finalmente a portare il suo fondatore Eugenio Sangregorio alla Camera e addirittura - e questa è la notizia che desta sorpresa - a portare Adriano Cario al Senato. La performance dell’USEI è il secondo dato su cui soffermarsi.
La vittoria nella ripartizione America Meridionale è andata ancora una volta al MAIE, che ha vinto le tre elezioni di fila. Un grande successo di Ricardo Merlo, eletto per la quarta volta consecutiva dai suoi concittadini del continente, questa volta al Senato, ottenendo in ogni occasione il maggior numero di preferenze tra i candidati all’estero. E’ l’unico tra gli eletti nel 2006 ancora rieletto. E questo è un terzo dato da analizzare.
Proponiamo quindi ai nostri lettori tre articoli all’interno di questa edizione, su questi tre aspetti e, naturalmente, altro materiale e analisi sul voto degli italiani dell’America Meridionale e dell’Argentina, in base ai risultati quasi completi di queste ore. 
Purtroppo la notizia che maggiormente colpisce è l’annuncio di Fabio Porta, candidato al Senato del Pd, della presentazione di un esposto alla Corte d’Appello di Roma, “relativo ai risultati anomali e abnormi di decine di sezioni elettorali di Buenos Aires, propedeutico ad una successiva azione di tipo amministrativo e penale”, come ha scritto l’on. Porta in un comunicato nel quale ringrazia i suoi elettori.
Della denuncia si sono fatti eco i principali media dell’Argentina, che hanno parlato di un bottino di diecimila voti sospetti. E anche in Italia e in altri paesi,  la notizia è rimbalzata e provocato ulteriori polmemiche sul voto all’estero. 
L’on. Porta non è un denunciatore seriale. E’ una persona seria che ha sempre lavorato con impegno e responsabilità per cui se ha deciso di presentare l’esposto, accompagnato dal partito, significa che qualcosa effettivamente può essere successo e si rende necessario far luce al più presto. Al riguardo è molto illustrativa l’intervista che ha concesso al portale italiachiamaitalia, che pubblichiamo in sintesi in questa stessa edizione.
Nelle previsioni della vigilia venivano dati per scontati, per le elezioni al Senato, il primo posto del MAIE e il secondo posto del PD. Invece, a sorpresa, il secondo posto è andato all’USEI, e a Adriano Cario, primo candidato della citata lista, che ha scavalcato quella del PD al secondo posto. Scavalcando inoltre il principale candidato al Senato dell’USEI, Francisco Nardelli, che nel 2013, presentandosi come candidato esterno nella lista del Pd, aveva raccolto 22.583 voti di preferenza, mentre ora ha avuto 15.444. Cario infatti ha preso 21.868 voti di preferenza. Mentre Porta nella lista del Pd ha segnato 19.965.
Nei risultati quasi definitivi, per il Senato il MAIE  ha raccolto 100.802 voti (120.290 nel 2013), l’USEI 65.069 (35.736 nel 2013) e il PD 56.025 (73.175 nel 2013).
E se è vero che il ciclone dell’antipolitica è arrivato anche nella Circoscrizione Estero, ma ridimensionato, ci sono alcuni numeri, confrontando i risultati di queste elezioni con quelle precedenti, che sorprendono. 
Naturalmente la parola ora passa alla Magistratura ed eventualmente alle autorità del Senato. Ma qualcosa sta succedento se ancora i vincitori della Circoscrizione Estero non sono stati proclamati.
Comunque sia, un aspetto sul quale bisognerà riflettere e dibattere profondamente nei prossimi mesi, riguarda il sistema di voto per corrispondenza. Sul voto degli italiani all’estero da anni ci sono settori che denunciano e anche quando c’è stato un grande impegno da parte della Farnesina e della rete diplomatica e consolare per assicurare una maggiore sicurezza e trasparenza, continuano a registrarsi contestazioni e segnalazioni. Ultime, dopo la presentazione dell’on. Porta, un nuovo servizio de “Le Iene”,   delle rete Mediaset, sulle inefficienze del voto all’estero, dai plichi che non sono arrivati, ad alcune inadempienze delle procedure a Castelnuovo di Porto durante lo scrutinio. Che tra l’altro, a oltre una settimana delle elezioni, non è stato ufficialmente concluso.
 E non bisogna dimenticare che pochi giorni prima delle elezioni la Corte Costituzionale aveva respinto per questioni formali, un ricorso sulla costituzionalità del voto per corrispondenza, senza entrare nel merito. Ma non è detto che una nuova presentazione non possa arrivare ad essere sottoposta al giudizio dei magistrati.
Vero è che ci sono controlli, a cominciare dai certificati elettorali, dato che le buste che ne sono prive, portano all’annullamento del voto (o dovrebbe essere così) nella sede dello scrutinio a Castelnuovo di Porto, Roma. E che durante la stampa delle schede e la distribuzione delle buste, la tipografia e la Posta e i postini sono sottomessi a controlli da parte delle autorità diplomatiche. E controlli sono fatti anche per quanto riguarda la raccolta delle buste e la loro spedizione a Roma.
Ma al di la delle misure prese dal MAECI, c’è indubbiamente un momento “debole” nel sistema, quando le buste vengono consegnate agli elettori. E sarebbe conveniente correre ai ripari modificando la legge. In tal senso l’on. Ricardo Merlo ha già annunciato che il MAIE presenterà un disegno di legge  per modificare la legge Tremaglia, non appena si insedierà il nuovo Parlamento.
Perché, come sottolinea il deputato Porta nel suo comunicato, “non è giusto continuare a macchiare la grande conquista rappresentata dal voto all’estero da episodi che nulla hanno a che vedere con l’onestà e la dignità degli italiani nel mondo”. Ha pienamente ragione.  
 
MARCO BASTI

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