L'Argentina di origine italiana

16-08-2017 | Editorial

Di nonne e nipoti

Sabato sera una “nonna” ha festeggiato il suo 90º compleanno. L’Associazione Calabrese Mutuale e Culturale di Buenos Aires, la più antica tra le società calabresi dell’Argentina, ha organizzato, come da tradizione, una grande cena per celebrare il lieto evento. Stranamente non c’erano rappresentanti diplomatici, ma all’appuntamento erano presenti due politici e dirigenti delle nuove generazioni. 
Un politico, ormai di lungo corso, di mezza età, deputato italiano nato in Argentina, l’on. Ricardo Merlo. L’atro, Julio Croci, trentenne, fa politica in Argentina ed è Direttore Nazionale di Pluralità e Interculturalità del governo di Mauricio Macri. 
Nella serata alla Calabrese,  per gli immancabili discorsi di saluto, si sono succeduti sullo scenario il presidente del sodalizio, Antonio Ferraiuolo, il suo predecessore, Irma Rizzuti, Julio Croci, nella sua veste di neo-presidente della Federazione Calabrese, e due “stranieri” in quel tempio della calabresità: il presidente del Comites di Buenos Aires e di Fediba, Dario Signorini e chiudendo gli interventi, l’on. Merlo.
Pubblichiamo la cronaca della serata in questa stessa edizione. Ma in questa colonna vogliamo mettere in risalto alcune frasi e qualche novità. 
Tra queste, la prima, il cambiamento al vertice della federazione che raggruppa settanta cinque associazioni della numerosissima comunità calabrese, la FACA, (c’è un’altra federazione, la FECARA che raggruppa associazioni calabresi quasi tutte dell’interno dell’Argentina) con l’elezione alla presidenza di Julio Croci che per otto anni era stato segretario, al posto di Irma Rizzuti. 
Irma Rizzuti, attuale addetto culturale dell’Ambasciata argentina a Roma, è stata la prima e finora unica donna a presiedere prima l’Associazione Calabrese e poi la Federazione. Ha manifestato la sua soddisfazione per l’elezione di Croci alla presidenza della FACA, ha ringraziato i corregionali e tutta la comunità italiana per l’appoggio ricevuto nella sua missione come titolare della “Casa Argentina en Roma”, che sarebbe come l’Istituto Italiano di Cultura in Buenos Aires. Rizzuti ha manifestato anche la sua fierezza per le sue radici calabresi. Infatti, nacque in Calabria e arrivò ancora bambina in Argentina.
Nel suo curriculum c’è la sua esperienza nella politica argentina, come consigliere comunale nella Città di Buenos  Aires e con altri incarichi ricoperti nel governo comunale. Ed ha nel suo attivo l’aver visto giusto, quando si intravide la possibilità che Mauricio Macri si lanciasse all’arena politica, prima come deputato, poi come Sindaco della capitale argentina e infine come Presidente della Nazione.
Rizzuti ha saputo mantenere separate le sue responsabilità nella politica argentina da quelle nell’associazionismo italiano (è anche membro della direzione della FEDITALIA). Ed ha saputo creare uno spazio per le nuove generazioni di discendenti di calabrese (con altri dirigenti di quella comunità), tra i quali Julio Croci. 
Croci, 36 anni, nato a Necochea e pronipote di calabresi, è un appassionato della cultura calabrese, ma anche dell’interculturalità che contraddistingue la società argentina. Laureato in scienze politiche, la sua elezione alla presidenza della potente FACA, segna l’avvio di una nuova tappa, pur nel prosieguo di un progetto  di forte impegno nella promozione dei valori e dell’immagine della comunità calabrese. Nel suo discorso di sabato sera, il primo da presidente della Federazione, ha riassunto tale disegno, ribadendo la fedeltà alle radici e ai valori portati dai calabresi in Argentina e mettendo in evidenza il travaso generazionale nella federazione. Non ha mancato di sottolineare inoltre che i calabresi sono uno dei motori che spingono forte tutta la comunità italiana.
Da parte sua Signorini, che si è congratulato sia col presidente Ferraiuolo, che con Rizzuti e Croci, ha segnalato l’esempio della comunità calabrese di apertura ai giovani ed ha annunciato l’organizzazione del Congresso dei Giovani di origine italiana, che l’InterComites - cioè il coordinamento dei nove Comites dell’Argentina - sta organizzando per il mese di ottobre a Chapadmalal, vicino a Mar del Plata. “Non soltanto per insegnare, ma specialmente per imparare dai giovani”, ha detto.
Infine Merlo ha felicitato l’Associazione Calabrese e il presidente Ferraiuolo per l’anniversario del sodalizio, Signorini per l’organizzazione del Congresso dei Giovani, la Rizzuti per la sua attività in Italia e Croci, non soltanto per la sua attività all’interno della comunità calabrese, ma anche per la sua attività in seno alla politica argentina.
Forse, finalmente, tira un’altra volta il vento del rinnovamento nella comunità italiana. Forse questa volta l’aria nuova arriva dal campo della politica, confermando  che sono roba del passato la paura di certi settori della comunità di essere contaminati dai partiti e la pretesa di rimanere estranei alla politica. Forse la rigenerazione dell’associazionismo e della comunità sarà portato avanti da alcuni dirigenti che fin da giovani hanno creduto nel rinnovamento e che esso poteva arrivare dalla politica. E in questo sarebbe giusto ricordare che Luigi Pallaro, ancora oggi presidente di FEDITALIA, ha sempre affermato che il futuro della comunità italiana stava nella partecipazione delle nuove generazioni alla politica argentina e nei salotti che contano della società di questo Paese.
Non va dimenticato inoltre che sia l’Argentina che l’Italia, vivono tempi elettorali. Al Plata, dopo le primarie di domenica, ci saranno le legislative nel mese di ottobre. Nel Bel Paese il voto, prima o poi, dovrà tenersi al più tardi nel prossimo aprile.
Tornando sul vento del rinnovamento diciamo che sono ancora solo raffiche. Per adesso, purtroppo, non sono sufficienti per cambiare l’aria in tutte le associazioni italiane e nemmeno in molte di quelle tra le più significative, tradizionali o rappresentative. 
Infatti, di un altra “nonna”, da tempo chiusa in se stessa, voci ricorrenti sostengono che affronta una gravissima crisi, nonostante fosse da sempre considerata la più ricca tra le associazioni (almeno dal punto di vista patrimoniale), tanto che negli ultimi giorni sarebbe stata incomunicata perché le linee telefoniche sarebbero state interrotte per il mancato pagamento delle fatture!
 
MARCO BASTI

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