Firmata la nuova convenzione tra il COMITES di Buenos Aires e l’Ospedale Italiano

Rinnovato e aggiornato l’accordo inizialmente firmato per la prima volta nel 1987 e poi successivamente confermato ogni anno. Notizia pubblicata nell'ultimo numero di TRIBUNA ITALIANA.

Il Comites di Buenos Aires,  recentemente insediatosi dopo le elezioni per il rinnovo che si sono tenute nei primi mesi dell’anno, ha rinnovato, aggiornandola, la vecchia convenzione che fin dal 1987 era stata firmata con l’Ospedale Italiano di Buenos Aires.

La convenzione appena firmata dal presidente del Comites, avv. Dario Signorini, con le autorità dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires, sarà disponibile per tutti i cittadini italiani, senza tener conto delle condizioni economiche in cui versano.

Il nuovo accordo prevede che i cittadini italiani residenti nella circoscrizione consolare di Buenos Aires, muniti dalla tessera che possono ottenere presso l’ufficio amministrativo del Comites (via Paraná 326, 1º piano), nell’orario dalle 14 alle 18, da lunedì a venerdì, potranno fare le visite mediche, le analisi, studi di alta complessità e anche essere sottoposti a interventi chirurgici, pagando gli importi previsti dal “nomenclador nacional”, cioè dalle tariffe minime stabilite dal ministero argentino della sanità in base al quale vengono liquidate le prestazioni medico sanitarie agli operatori del settore: ospedali e cliniche private, assicurazioni sanitarie, “obras sociales” e “prepagas”.

Naturalmente chi ha già una assicurazione sanitaria, sia quella dei pensionati (Pami), sia quelle sindacali o anche “prepagas”, possono comunque chiedere la tessera del Comites come una seconda assicurazione o anche per avere una seconda opinione in caso di visite mediche speciali o comunque, se volessero utilizzarla per alcune pratiche si alta complessità.

Ulteriori informazioni possono essere richieste nella sede del Comites di Buenos Aires.

La firma della nuova convenzione da parte del nuovo Comites, segue a quella firmata l’anno scorso da FEDIBA, la federazione delle associazioni italiane di Buenos Aires, con lo stesso Ospedale Italiano, per prestazioni dello stesso tipo e sempre alle tariffe fissate dal “nomenclador nacional”.

A differenza della convenzione appena rinnovata dal Comites, quella firmata dalla FEDIBA è rivolta ai soci delle associazioni che aderiscono alla federazione, siano essi italiani o non, che siano al giorno con la quota sociale delle associazioni alle quali aderiscono, le quali, da una parte devono certificare tale condizione e dall’altra essere al giorno con la propria rata annuale di adesione alla federazione.

In questo modo trova una soluzione, almeno parziale, una delle problematiche che maggiormente riguardano la collettività, com’è quella dell’assicurazione sanitaria, specialmente per quella fascia  di età nella quale c’è la maggior parte degli emigrati italiani.

D’altra parte, per gli emigrati anziani privi di sostentamento o di mezzi per pagare una assicurazione sanitaria, il Consolato generale,  ha fondi sufficienti a disposizione, secondo quanto ha affermato l’ex console generale Giuseppe Scognamiglio nell’intervista alla TRIBUNA ITALIANA, facendo il bilancio della situazione, alla conclusione della sua missione a Buenos Aires. I connazionali indigenti sono pochi e per tutti quelli dei quali siamo a conoscenza, abbiamo assicurato l’assistenza, anche perché non sono mai mancati i fondi a disposizione nel rispettivo capitolo del bilancio consolare”.