Ricordare Luigi Pallaro a un anno dalla morte

Quasi un mese fa è stata inaugurata in Consolato una targa in ricordo di Karin Orlandi. Altre due placche rendono omaggio a Felice Lora e ad Antonio Macri. Sarebbe giusto un omaggio alla memoria del Senatore.

Quasi un mese fa, in occasione della Festa delle Donne, è stata inaugurata nel salone Felice Lora del Consolato generale d’Italia in Buenos Aires, una targa in ricordo di Karin Orlandi, una tra le donne più importanti nella vita della comunità italiana dell’Argentina degli ultimi vent’anni, deceduta ancora giovane, nel mese di luglio dell’anno scorso.

Un omaggio meritato e dovuto alla dirigente veneta che con grande capacità, dedizione e qualità personali, aveva conquistato un posto di tutto rilievo tra i dirigenti della collettività italiana, occupando, tra altri importanti incarichi, la segreteria di FEDITALIA, quella del COMITES di Buenos Aires e le presidenze della Famiglia Vicentina e della CAVA, la federazione che raggruppa le associazioni venete dell’Argentina. Questo senza mai venire meno ai suoi impegni familiari e di lavoro, come fu ricordato durante la cerimonia che si tenne in Consolato alla presenza, tra gli altri, del Console generale Marco Petacco e dei presidenti del COMITES di Buenos Aires, Dario Signorini, della FEDITALIA, Florencia Caretti e di dirigenti della collettività e della famiglia di Karin.

Oltre alla targa in ricordo di Orlandi, in quel salone ce ne sono altre due: una ricorda Felice Lora, munifico connazionale che negli anni ’30 del secolo scorso, lasció in eredità una importante somma perché lo Stato Italiano costruisse la casa degli italiani, che ospitasse un teatro, il Consolato e varie istituzioni, quali la Camera di Commercio Italiana in Argentina e la FEDITALIA. Quell’edificio è Palazzo Italia, sede del Teatro Coliseo, in via Marcelo T. de Alvear.

L’altra targa ricorda Antonio Macri, dirigente di spicco della nostra comunità, già presidente dell’Ospedale Italiano di Buenos Aires vicepresidente della Fondazione Culturale Coliseum, e attivissimo vicesegretario generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero per l’America Latina. In seno al CGIE ebbe un incisivo protagonismo a cavallo tra gli anni ‘90 e 2000, anni in cui si tennero alcuni tra i più importanti appuntamenti che segnarono la strada di avvicinamento della politica italiana agli italiani all’estero, che raggiunse l’obiettivo massimo con l’approvazione della Circoscrizione Estero e della legge sul voto, nel mese di dicembre di 2001. “Tonino”, come era conosciuto, pensava di candidarsi alle prime elezioni, ma morí nel mese di agosto di 2002.

E come quella dedicata a Orlandi, anche le targhe che ricordano Lora e Macri, sono meritate e dovute.

Sicuramente ci sono altri storici dirigenti della collettività che meriterebbero l’omaggio del ricordo che una targa rende evidente. Penso a un Dionisio Petriella o a un Agostino Rocca, solo per fare due esemplari personalità decedute il primo nel 1996 e il secondo nel 1978.

Ma se c’è un dirigente della nostra collettività che merita un omaggio almeno uguale a quelli tributati a Lora, Macri o Orlandi, questo è Luigi Pallaro, deceduto proprio un anno fa, e che, a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, non ha avuto, come avrebbe meritato, l’estremo omaggio della comunità italiana in Argentina.

Perché come Felice Lora, Luigi Pallaro è stato un emigrato che, avendo costruito un patrimonio, frutto del suo lavoro, della sua intelligenza e capacità, è stato generoso nel sostenere diverse opere e istituzioni e inoltre, ha finanziato quindici Congressi del Giovani di FEDITALIA, per promuovere la loro partecipazione nella vita delle associazioni e della collettività.

E come Antonio Macri è stato vicesegretario del CGIE, ma anche presidente di FEDITALIA (in vari periodi tra il 1973 e il 2018), del COMITES di Buenos Aires e della Camera di Commercio Italiana in Argentina. E come Macri, e anche prima di lui, si impegnò per anni nelle numerose battaglie intraprese dalla collettività italiana per il riconoscimento delle pensioni, per la nuova legge di cittadinanza, per la cittadinanza ai discendenti, per gli organi di rappresentanza delle comunità all’estero (leggi COMITES e CGIE), per il nostro voto.  E nella prima tornata elettorale, quella del 2006, venne eletto senatore a Palazzo Madama, il più votato della Circoscrizione Estero. E in quella prima esperienza, ottenne per gli italiani all’estero ottanta milioni di euro per i diversi capitoli ad essi dedicati. La nuova sede consolare italiana in Buenos Aires fu inaugurata proprio in quel periodo.

Senza dimenticare le molteplici attività come dirigente imprenditoriale e presidente della Camera di Commercio Italiana in Argentina e vicepresidente di Assocamerestero, atte ad avvicinare i mondi imprenditoriali italiano e argentino.

La stessa Karin Orlandi nacque alla vita associativa a partire dalla sua partecipazione ai Congressi dei Giovani di FEDITALIA ed ebbe sempre da Pallaro il sostegno per arrivare a vari degli importanti incarichi occupati.

Passato poco più di un anno della sua morte, sembra strano che i dirigenti delle grandi sigle della rappresentanza della comunità italiana in Argentina  - COMITES, CGIE, FEDIBA, FEDITALIA - , non abbiano ancora organizzato un grande omaggio, nemmeno virtuale, per rendere omaggio a un dirigente che durante oltre 40 anni fu protagonista e rappresentante della comunità italiana in Argentina.

Altrettanto strano il mancato omaggio da parte dei parlamentari italiani residenti in Argentina (a cominciare dal sen. Ricardo Merlo) ad un anno dalla scomparsa di colui che fu il primo senatore della Repubblica Italiana eletto nell’America Meridionale.

Una targa nella Sala Felice Lora. Un omaggio delle istituzioni rappresentative della comunità italiana al senatore Luigi Pallaro a un anno dalla morte.

Sarebbe più che meritato. Doveroso e giusto.

 

Marco Basti